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Torino - 19 maggio 2003
 
 
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28.03.2003 - Inceneritore senza appello
Il nome del «migliore» entro fine anno, la conferma ufficiale che i siti da affiancare all´area Agip di Volpiano sono i due torinesi di Mirafiori e di strada del Francese, la certezza che nessuno dei tre ha possibilità di sottrarsi alla gara o di defilarsi durante il tragitto com´era successo in passato nel caso di Chivasso. Dopo le polemiche, le accuse e le previsioni dei giorni scorsi, sul futuro dell´inceneritore della discordia cala un sipario che sembra foriero di maggior serenità.

Nell´incontro che si è svolto ieri sera in Provincia fra il vicesindaco di Torino Marco Calgaro, la presidente Mercedes Bresso, l´assessore provinciale all´Ambiente Giuseppe Gamba, i presidenti dei consorzi interessati - Aisa di Chivasso, Consorzio chierese, Catn di Settimo e Comune di Torino - e i sindaci delle aree coinvolte in progetti di discarica e di inceneritore, gli accordi raggiunti indicano un percorso preciso, quello proposto dal Comune di Torino che chiedeva l´impegno della società Trm a indicare il nome del sito entro la fine del 2003 e la firma del protocollo d´intesa con la quale i tre partecipanti si impegnano ad accettare il verdetto finale, qualunque esso sia. La società Trattamento rifiuti metropolitani ha raccolto la sfida e ha affidato al Politecnico il compito di partire subito con la valutazione. Che questa volta, a differenza di quanto era avvenuto con la commissione Bobbio, non sarà anche politica ma esclusivamente tecnica. Valuterà cioè - proseguimento e non alter ego della commissione Bobbio, come Calgaro e Gamba tengono a ricordare - soltanto la situazione di impatto ambientale preesistente e successiva all´eventuale insediamento del termovalorizzatore.

Al termine dell´incontro il vicesindaco parla di «grande senso di responsabilità da parte di tutti» e ricorda i buoni propositi del Comune di Torino che punta ad un percorso «partecipato», durante il quale i residenti dei due siti torinesi siano informati sui criteri, sulla scelta delle tecnologie: «Costituiremo una consulta - annuncia - che avrà il ruolo di verificare e garantire la massima trasparenza in ogni passaggio». L´assessore provinciale all´Ambiente si dichiara altrettanto soddisfatto e affronta l´altro aspetto dolente, quello della chiusura della discarica di Basse di Stura: «I casi sono tre. Primo, si utilizzano i crediti che Torino ha con gli altri capoluoghi di provincia cui si chiede di farsi carico per un periodo del problema rifiuti. Secondo, si portano i rifiuti di Torino da qualche altra parte. Terzo, si tiene aperta la discarica ancora per gli anni sufficienti a far partire l´attività dell´inceneritore nel sito destinato. In quest´ultima ipotesi bisogna ovviamente verificare la disponibilità degli abitanti di Basse di Stura e la compensazione per l´ulteriore periodo di sacrificio». Nel frattempo, conclude l´assessore, è fondamentale garantire il massimo impegno sul fronte della prevenzione attraverso una raccolta differenziata migliore di quella raggiunta in città finora.

Sara Strippoli

 
 
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