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Torino - 19 maggio 2003
 
 
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28.03.2003 - "Prodi è con noi, ma bisogna accelerare"
L´Unione europea è disposta a raddoppiare i finanziamenti (dal 10 al 20 per cento della spesa totale) per l´alta velocità Torino-Lione, annuncia Chiamparino da Parigi. Una decisione importante per superare le difficoltà che ne rallentano la realizzazione. Ma Luciano Caveri, europarlamentare valdostano e presidente della Commissione trasporti del parlamento di Strasburgo getta un po´ d´acqua sugli entusiasmi.

Conferma la volontà Ue di raddoppiare i finanziamenti?
«Sì, la decisione è stata assunta da tempo dalle commissioni bilancio e trasporti. Ma non è definitiva. E possono ancora sorgere intoppi».

Quali?
«L´orientamento europeo è raddoppiare i contributi per i progetti nati prima del '95, come la Torino-Lione. Una decisione che deve essere inserita nelle revisione generale del piano per la rete transeuropea dei trasporti che sarà discussa entro fine anno. È un piano di dimensioni colossali: prevede investimenti per 400 miliardi di euro, oltre ad altri 100 miliardi per le opere prioritarie dei Paesi che entreranno nella Ue con l´allargamento. Bisognerà fare delle scelte, mettere paletti. E in questo senso l´audit, il documento francese che qualche mese fa ha stabilito che la Torino-Lione non è prioritaria, non aiuta».

È pessimista?
«Non sono pessimista, né ottimista, ma realista. Mi batto da tempo perché la Torino-Lione sia realizzata e al più presto. È fondamentale non solo per l´Italia e per il Piemonte. È tra le opere ritenute irrinunciabili nel recente libro bianco sui trasporti dell´Unione europea e in questo senso si sono pronunciati più volte la commissaria ai trasporti De Palacio e lo stesso presidente Prodi. Ma si tratta di un´opera ciclopica, molto costosa, 11 miliardi di euro. E oggi, insieme ad elementi positivi ce ne sono anche di negativi che pesano sulla vicenda».

Analizziamoli, iniziando dall´audit, il documento in base al quale a maggio il parlamento e il governo francese dovranno decidere se dare priorità alla Torino-Lione. Molti, anche Chiamparino, sostengono che può essere superato, che in fondo è solo un parere tecnico.
«Spero sia vero. Quel rapporto però ha due autori: il Cgpc (Conseil générale des Ponts e des chaussées, l´equivalente francese della nostra Anas) che dice che la Torino-Lione non è prioritaria per ragioni tecniche che si possono facilmente smentire: perché i passeggeri da Torino a Lione possono non essere tantissimi, ma se si guarda all´opera su scala europea e cioè come parte del collegamento tra Barcellona e Kiev o tra Londra e Napoli allora tutto cambia. E per le merci quella linea è fondamentale, per non sovraccaricare i trafori del Frejus e del Bianco. Ma l´altro autore dell´audit è il ministero delle Finanze francese: e poiché sono loro che devono mettere i soldi, è più preoccupante».

Il denaro necessario è tanto. Ma c´è un progetto di project financing, elaborato da Lyon Turin Ferroviaire e che ha l´appoggio dei sindaci di Torino e Lione che prevede l´intervento forte dei privati. Cosa ne pensa?
«L´ho visto, è un buon progetto. Però l´unico esempio di project financing su un´opera di queste dimensioni finora è quello per l´Eurotunnel sotto la Manica. Non è stato un successo. Questo provoca qualche perplessità in sede Ue».

Oggi i rapporti tra Italia a Francia non sono nel loro momento migliore. Potranno influenzare le scelte di Parigi?
«È normale che a Parigi parlino male di Roma e viceversa. Non mi preoccupa. Come non credo alla congiura franco-tedesca per escludere l´Italia, facendo passare merci e passeggeri a Nord delle Alpi. I fatti però ci dicono che la Torino-Lione è ancora in fase preprogettuale. Mentre il traforo di Leuchberg sarà pronto nel 2007 e il Gottardo nel 2013. Quindi se si vuole vincere la concorrenza bisogna darsi da fare e in fretta. Credo sia il momento per tutti gli enti interessati, dai piccoli comuni, alle provincie, alle regioni, fino al governo italiano, di mettersi insieme e battere i pugni sul tavolo per far sentire le proprie ragioni».

Ultima domanda. L´Italia da luglio avrà per sei mesi la presidenza Ue. È un elemento a favore?
«Sarà fondamentale. In questi mesi saranno discussi due documenti importanti: il piano per la revisione della rete europea dei trasporti e la possibilità per i singoli Stati di tassare i trasporti su strada. Una tassa che darebbe davvero ai governi la possibilità di finanziare opere così costose».

Marco Trabucco

 
 
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