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28.03.2003 - Dai rifiuti il compost e l´energia
Si chiamerà Punto Ambiente e sarà il nuovo impianto di compostaggio che il Cidiu di Collegno, il consorzio della zona Ovest di Torino, costruirà a Druento in strada Cassagna. Costo del progetto 30 milioni di euro. E dovrebbe essere attivo nella primavera del 2006, quando si esaurirà la discarica che sta proprio di fronte. E questa sera, alle 21 nella sala del Gruppo degli Alpini di Druento, verrà presentato all'assessore Giuseppe Gamba, ai sindaci dei comuni del Cidiu e ai cittadini. «Un tipo di impianto già collaudato da anni in Europa, ma innovativo in Italia - spiega Mario Maggiorotto, direttore del Cidiu -. Un esempio simile, sebbene più piccolo, sta per essere avviato a Bassano. Permette di recuperare dai rifiuti compost e energia, in un ambiente sicuro». La garanzia chiesta dal sindaco di Druento, Michelangelo Brero, è che l'impianto non crei cattivi odori, non procuri rumori molesti e non danneggi le falde. «Ci sono doppie porte ovunque - dice Maggiorotto - e i silos dove fermentano gli organici sono anaerobici, cioè senza aria». Il Cidiu, che serve 16 comuni della zona Ovest e della Comunità montana Val Sangone, con circa 220 mila abitanti, punta al massimo recupero dei materiali riutilizzabili. «Entro il 2006 dovremo raggiungere il 47 per cento della raccolta differenziata - precisa il direttore -. Il restante 53 verrà trattato nell'impianto. In discarica finiranno solo i materiali inerti che non possono più essere riciclati in qualche modo».

I rifiuti, provenienti dai cassonetti, nell'impianto verranno prima di tutto selezionati tra secchi e organici. Dai primi si recupererà tutto il riciclabile - ad esempio, carta, plastica, legno e ferro - mentre quanto non è più riutilizzabile finirà nell'inceneritore. La parte «leggera», invece, mischiata con gli organici andrà nei silos dove si trasformerà in terriccio per bonifiche ambientali, come il riempimento di cave o per gli strati della discarica, in compost per l'agricoltura e in biogas che, attraverso generatori, produrrà energia elettrica di cui parte verrà utilizzata per l'impianto e la rimanente venduta. Dei rifiuti che oggi riempiono i cassonetti solo gli inerti andranno in discarica. «Quanto non è recuperabile ed è sporcato dagli organici - dice Maggiorotto -. Comunque, tutto ciò che non crea odori molesti e problemi ambientali». E la discarica, che sarà vicina all'impianto, dovrà durare 15 anni, contro i 3 in cui si esaurisce normalmente. «Un piccolo gioiello - conclude il direttore -, che inoltre darà lavoro a 20 persone».

Patrizia Romano

 
 
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