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Torino - 17 maggio 2003
 
 
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28.03.2003 - Le nuove Molinette traslocano dalle ex dogane alla Fiat Avio
Slitta nel tempo, al momento senza una data precisa, il progetto di risanamento dell'ex-Dogane Vecchie collegato alla realizzazione della cittadella della Salute. La Regione Piemonte, infatti, per bocca dell'assessore alle Olimpiadi, Ettore Racchelli, ha annunciato al Comune la volontà di costruire le Nuove Molihette negli spazi attualmente occupati dalla Fiat Avio e di lasciare al suo destino (caserma della Guardia di Finanza e edifici in progressivo degrado) l'area attualmente di proprietà del demanio vicina ai Mercati generali. Non solo. La volontà della giunta regionale ha portato al congelamento del- la firma del protocollo d'intesa tra i due enti locali, l'Università e il Politecnico di Torino per ttuare il progetto del parco della Salute. Senza contare che è ripreso un duro confronto tra la Regione e il Comune.

Ma come si è arrivati a questa nuova situazione di stallo? Nei giorni scorsi l'assessore Racchelli ha incontrato il direttore generale del Demanio per verificare lo stato di avanzamento della richiesta di acquisto dei terreni presentata dalla Regione. Il risultato? «Il prezzo proposto - spiega l'assessore - è coerente con il prezzo di mercato. Il problema è un altro: resta da risolvere la questione della caserma della Guardia di Finanza che non si può certo abbattere su due piedi e che diventa di difficile ricollocazione. Senza la metratura della caserma rischia di diventare esiguo lo spazio necessario per sviluppare la struttura d'eccellenza che la Regione vuole realizzare». Spazi che invece sarebbero disponibili sull'area della Fiat Avio che potrebbe anche ospitare le altre strutture di ricerca e di accoglienza che fanno parte del progetto del Parco della Salute.

E qui nascono i problemi con il Comune. Il vicesindaco Marco Calgaro ha incaricato un pool di esperti di verificare gli spazi veramente disponibili sulle Dogane Vecchie anche se subito dopo aggiunge: «La città non è pregiudizialmente contraria a concentrare sulla Fiat Avio il nuovo ospedale, ma solo quelle strutture. Per noi, infatti, la prima preoccupazione resta quella di riqualificare i mercati generali e le dogane». I primi soldi e i progetti ci sono già. Il Moi, infatti, ospiterà m occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 una parte del villaggio atleti: ecco perché «diventa importante pensare ad UBI riutilizzo postolimpico che veda la sua trasformazione nel campus universitario per la facoltà di Medicina, i laboratori di ricerca e le strutture di accoglienza».

Più complessa la partita della Dogane Vecchie. Al momento, infatti, se decade l'ipotesi della Cittadella della Salute, la riqualificazione dell'area rimarrà solo scritta sulla bozza del protocollo d'intesa preparato dagli enti locali e già superato. Carta straccia, dunque, anche se il vicesindaco ripete che «la città è pronta a valutare la possibilità di intervenire direttamente ma a patto che ci sia l'impegno della Regione a valorizzare il Moi».

Ma il Comune ha un'altra preoccupazione: «E' impossibile non rendersi conto del grande impatto ambientale, soprattutto a livello di circolazione di auto private, che si potrebbe registrare nell'area concentrando non solo il nuovo centro fieristico ma anche la Cittadella della Salute», spiega il vicesindaco. Lungo via Nizza, come si vede dalla cartina, infatti, sarà realizzato in occasione delle Olimpiadi il nuovo palazzo del Ghiaccio, un Ovai che dopo la conclusione dei Giochi sarà destinato ad aggiungersi al centro fieristico del Lingotto. Aggiunge: «II nostro obiettivo è anello di garantire agli abitanti della zona del Lingotto il miglioramento della qualità della vita con l'inserimento di ampie isole di verde pubblico.

Calgaro, comunque, si mostra sereno: «Nei giorni scorsi abbiamo già registrato la disponibilità di massima dell'Università e del Politecnico. Credo che entro una decina di giorni sarà possibile trovare un'intesa tra la Città e la Regione». E Racchelli conferma: «Sono in corso serie valutazioni da parte dei tecnici. La situazione è sotto ontrollo».

Maurizio Tropeano

 
 
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