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Torino - 19 maggio 2003
 
 
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28.03.2003 - "Il supertunnel ce lo paghiamo noi"
Il viceministro per le infrastrutture Ugo Martinat non abbassa la guardia e dopo l’offerta fatta ieri di anticipare i quattrini per le esplorazioni tecniche, 50 milioni di euro, rilancia sul maxitunnel. «La galleria internazionale la paghiamo noi. Poi i francesi ci rimborsano». Anche con ampie dilazioni. Il governo quindi si appresta ad una nuova offensiva sul piano diplomatico che potrebbe togliere Parigi dal binario morto.

Come sarebbe, ministro, ce la paghiamo noi?
«Se la posizione dei francesi di dimostra particolarmente rigida, o dilatoria, possiamo ipotizzare una soluzione "autostradale", dove chi costruisce incassa il pedaggio per un certo periodo».

E l’Italia potrebbe realizzare la galleria da sola?
«C’è una società pubblica Infrastrutture Spa, (società creata dal Tesoro con il compito di coinvolgere capitali pubblici e privati sul tema delle grandi opere, ndr) che può essere utilizzata, e che può offire sufficienti garanzie per i finanziamenti bancari. Dai pedaggi si può ottenere il recupero del capitale investito, anche se in un periodo medio lungo».

E i francesi?
«Firmano un pagherò, prima o poi saranno in grado di onorarlo».

Ma se dicono di non avere soldi
«Se non li hanno per la Torino-Lione anche a queste condizioni, non li hanno neppure per la Parigi-Strasburgo».

Lei continua ad essere fiducioso, quindi
«L’Ue ha stabilito all’unanimità che tra le 14 opere strategiche prioritarie c’è la Torino-Lione. Chirac, che mi risulta essere ancora il presidente della Repubblica francese, ha firmato un trattato assieme a Berlusconi per la realizzazione dell’opera. Se così non è, bisogna dirlo esplicitamente. Senza dimenticare che il corridoio 5 è importantissimo per noi ma è vitale per il Portogallo, la Spagna e la Grecia, e che dà la possibilità a Marsiglia di collegarsi con l’area più produttiva d’Europa, la pianura padana, e forse del mondo».

Eugenio Giudice

 
 
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