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Torino - 19 maggio 2003
 
 
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01.04.2003 - Cultura e ricerca, due stelle europee per Torino
Siamo una città «culturalmente vivace», vantiamo un sistema universitario (e di ricerca) da far invidia a mezza Europa, ma non riusciamo ancora a mettere a frutto queste eccellenze in termini di visibilità internazionale e ritorno turistico. E´ questo il verdetto espresso dall´ultima ricerca elaborata dal centro studi pubblico francese «Datar» che ci ha lavorato per circa quattro anni: 94 pagine intitolate «Les Villes Européennes - analyse comparative» che il sindaco Chiamparino ha ricevuto giovedì scorso a Parigi durante l´audizione alla commissione trasporti del parlamento francese. «Un lavoro interessante - ha dichiarato ieri il primo cittadino dopo averlo esaminato con attenzione domenica pomeriggio - e non lo dico riferendomi soltanto ai "voti positivi". Molte delle insufficienze che ci hanno inflitto, infatti, per certi aspetti si giustificano con il fatto che questo studio è stato realizzato molto tempo prima o in concomitanza con l´avvio di grandi opere di potenziamento dell´accessibilità cittadina e con i grandi investimenti sul turismo e sull´attività congressuale».

Ma vediamo nei dettagli come si piazza Torino in questa classifica di 180 città europee dai 200 mila abitanti in su. Gli indicatori assunti sono una dozzina e vanno dall´incremento demografico all´accessibilità generale, dall´attività museale a quella universitaria. Non mancano la vivacità finanziaria, le fiere e i saloni, il traffico, e le riviste scientifiche. Una premessa su scala nazionale: Germania e Francia battono l´Italia di parecchie lunghezze, nel firmamento delle metropoli inglesi brilla soltanto la stella di Londra, quindi, buona terza nel continente ecco l´Italia, medaglia di bronzo dei Paesi europei. Su 180 centri presi in considerazione, 22 sono italiani e vengono suddivisi in sette categorie: si va dai giganti delle metropoli di respiro mondiale (e qui troviamo soltanto Londra e Parigi) alla fascia «principali metropoli europee» in cui è riuscita a entrare soltanto Milano al fianco di Madrid e Amsterdam. Roma, invece, si piazza nel terzo segmento, quello delle «metropoli europee» al fianco di città come Berlino, Barcellona e Vienna. E siamo finalmente a Torino, che si piazza al 33° posto, al fianco di Edimburgo, all´interno della quinta fascia, quella delle «grandi città a potenziale europeo». Allo stesso livello, in Italia si trova Napoli, in Francia c´è Nizza, Lille e Grenoble, in Inghilterra Glasgow e Birmigham .

Posizione lusinghiera o deludente? Potevamo - come si usa dire - fare di più, oppure questo 6 e mezzo a Torino può bastare? «E´ un risultato che, di per sé, non ci esalta né ci abbatte - risponde il sindaco Chiamparino - e, per certi versi è pure abbastanza prevedibile. La sorpresa, invece, arriva con certi giudizi, anche se si tratta di "bocciature" riconducibili al fatto che la ricerca è stata elaborata quando tutto il motore delle Olimpiadi del 2006 non si era neppure scaldato». A quali capitoli si riferisce, in particolare? «Prendiamo per esempio l´accessibilità generale - dice Chiamparino - che la ricerca indica come una criticità per Torino. E´ evidente che gli elementi raccolti dagli studiosi del Datar non hanno potuto tenere conto del potenziamento dell´aeroporto di Caselle, né della nuova Torino-Milano, né ancora di un passante ferroviario vicino all´essere completato». E che dice, invece, dell´insufficienza raccolta al capitolo turismo, attività fieristiche e congressuali? «Anche lì mi pare si possa fare lo stesso discorso. E´ evidente che Torino non è ancora Barcellona e non sarà mai Parigi. Ma negli ultimi tre anni credo si siano compiuti passi da gigante anche in termini di visibilità internazionale e attrattiva turistica. Ciò non toglie che molto resti ancora da fare: i Giochi del 2006 non portranno che agevolare questa crescita». Dopo i punti critici, le eccellenze. Secondo l´indagine Torino si conferma una capitale della cultura, ha un sistema universitario invidiabile e soprattutto rappresenta già, anche a livello europeo, prestigiosa capitale della ricerca. Ottimo voto, infine, al capitolo «riviste scientifiche». Come commenta Chiamparino questa promozione a pieni voti? «Si tratta di eccellenze consolidate che non devono indurci a dormire sugli allori: una simile pagella alla voce cultura è preziosa, ma va difesa in tutti modi e, se possibile, ancor migliorata».

Emanuela Minucci

 
 
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