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Torino - 20 maggio 2003
 
 
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01.04.2003 - Torino-Lione, in campo il governo
«Allo stato attuale non c´è nemmeno un giorno di ritardo sulla progettazione della linea ad Alta Velocità Torino-Lione. I lavori preliminari stanno andando avanti. I francesi hanno sollevato un problema economico? Bene, allora l´Italia rilancia ed è pronta a portare dal 40 al 50 per cento la sua quota di finanziamento». L´annuncio arriva dal viceministro delle Infrastrutture, Ugo Martinat, durante un convegno sul trasporto di merci pericolose che si è svolto ieri all´Interporto di Susa. Secondo Martinat la disponibilità dell´Italia ad uno sforzo economico supplettivo dovrebbe sgombrare il campo da ulteriori polemiche a meno che l´attendismo francese non sia motivato da questioni politiche: «Se così fosse noi solleveremo il caso davanti all´Unione Europea. La Commissione, infatti, a più riprese, ha confermato la priorità strategica dell´apertura del corridoio cinque al di sotto delle Alpi. Senza dimenticare che il presidente della Repubblica Francese, Chirac, ha firmato un contratto con l´Italia che deve essere rispettato». Il viceministro sta studiando anche un «piano finanziario che attraverso la garanzia dello Stato permetta il coinvolgimento nell´investimento delle grandi banche e delle Fondazioni bancarie». Del resto pochi giorni fa il sottosegretario alla presidenze del Consiglio, Gianni Letta, aveva annunciato la decisione di Rete Ferroviaria Italiana di anticipare i 50 milioni della quota Ue per il 2004 che serviranno per i lavori preliminari.

A questo proposito notizie positive arrivano dalla Lyon-Turin Ferroviarie, la società controllata da Rfi e dalla consorella francese, responsabile dei lavori sulla sezione internazionale del progetto: «I lavori per realizzare la discenderia di Modane/Villarodin Bourget - si legge in un comunicato - stanno andando avanti a ritmo sostenuto e alla metà di marzo avevano raggiunto i 455 metri dei 4000 previsti». Si tratta di scavi che permetteranno di realizzare i cunicoli esplorativi al livello del futuro tunnel di base che «permetteranno di conoscere la geologia dei luoghi, di anticipare le difficoltà tecniche per eventuali integrazioni al progetto ed ai costi di previsione». Dunque, Roma potrebbe mettere a disposizione 6 miliardi e 750 milioni di e dei 13,5 necessari a completare l´opera, ma questo miliardo e 300 milioni in più «sarà recuperato attraverso l´aumento della percentuale che lo Stato italiano incasserà dal pagamento del pedaggio dei treni che transiteranno sotto il tunnel». In questa ipotesi la Francia vedrebbe scendere il suo contributo dal 40 al 30 per cento mentre rimarrebbe fisso il 20 per cento di sostegno comunitario previsto dal libro bianco dei Trasporti dell´Ue. E domani a Bruxelles, il presidente della Regione, Enzo Ghigo, e il suo vice, William Casoni, incontreranno il presidente della Commissione, Romano Prodi, e il commissario ai Trasporti, Loyola De Palacio, chiederanno ai vertici dell´Unione di confermare la volontà europea di contribuire con oltre 2 miliardi e mezzo al progetto. Il pressing degli enti locali piemontesi su Bruxelles proseguirà anche la settimana prossima quando il presidente della Provincia, Mercedes Bresso, e il suo collega della Savoia francese, incontreranno la De Palacio.

Maurizio Tropeano

 
 
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