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02.04.2003 - "Manca una vera raccolta differenziata"
CHI contesta l´inceneritore forse non sa che uno svincolo autostradale inquina cinque volte di più. Però non è escluso che tanta diffidenza sia motivata anche dalla mancanza di un piano omogeneo nel quale collocare il nuovo impianto...». Parola di Guido Viale, economista ed esperto sui temi ambientali legati ai rifiuti, oggi a Torino per presentare la sua ultima fatica letteraria: «Carta e cartone. Guida alla raccolta differenziata» (Il Sole 24 Ore).

Un fronte strategico, quello della raccolta, orfano dei riflettori concentrati sullo psicodramma dell´inceneritore.
«Ed è un grosso errore, visto che a Torino potrebbe raggiungere traguardi superiori».

Quali ingredienti mancano alla ricetta subalpina?
«Direi tre: la domiciliarizzazione dei contenitori, oggi su strada; un maggiore coinvolgimento degli operatori, raccordo importante fra città e utenti; un software georeferenziato».

Di che si tratta?
«E´ una mappa digitalizzata del territorio urbano via per via, civico per civico: permette di ottimizzare impiego del personale, tempi e spostamenti dei mezzi adibiti alla raccolta attraverso un monitoraggio costante e la possibilità di adeguarsi alle variazioni in tempo reale. Certo, presuppone un investimento iniziale».

Sarà, ma l´«internamento» dei cassonetti - per fare un esempio - richiede cortili spaziosi e accessibili. Non è sempre così.
«Il problema si risolve: parla l´esperienza di Milano. Come? Avvalendosi di contenitori diversificati per numero e dimensioni in base alle realtà condominiali».

E nei casi in cui i mezzi dell´Amiat non riescono ad accedere ai cortili? In assenza del portinaio chi si occupa di portare i contenitori su strada?
«Si affida il servizio a ditte o cooperative. Lo so, è un costo supplementare. Però alla fine i conti tornano: non si può pensare di fare la raccolta differenziata al risparmio».

E´ quello che sta accadendo a Torino?
«Ultimamente in città si parla troppo dell´inceneritore e troppo poco della raccolta, quasi fossero due settori distinti. Invece il nuovo impianto è l´ultimo anello di una catena in cui la raccolta differenziata ha un ruolo fondamentale, tanto da determinarne dimensioni, tipologia, flusso dei mezzi in entrata e in uscita... Persino i fumi che emanerà. A meno di non considerarlo un forno in cui scaraventare di tutto».

Ricorrendo ad un approccio semplificato.
«Da certi discorsi parrebbe di sì. Invece per Torino l´inceneritore è insostituibile».

Perché tante complicazioni, allora
«Contrariamente a Milano, la vostra città non ha mai affrontato seriamente il problema perché ha sempre usufruito di una situazione molto comoda: una discarica ampia e accessibile su territorio pubblico, con bassi costi di gestione e considerevoli introiti da parte di altri comuni. Ora i nodi sono arrivati al pettine».

Alessandro Mondo

 
 
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