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Torino - 22 maggio 2003
 
 
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03.04.2003 - La corsa delle imprese ai contributi pubblici
Sono quasi 80 mila le imprese regionali che dal 1998 al 2001 hanno fatto ricorso al finanziamento pubblico incassando 2 miliardi e mezzo di agevolazioni. Soldi che hanno generato investimenti per oltre 10 miliardi di euro, soprattutto nel campo della ricerca, dove sono finite il 31,4% delle risorse, e nella riduzione degli squilibri tra le varie aree, con il 26,7% degli incentivi. Dalla prima ricerca sulla situazione degli interventi di sostegno delle aziende, curata dalla Regione e dall´Ipi, emerge un quadro positivo, anche se viene criticato l´eccessivo numero di interventi, regionali e statali, che si sovrappongono, come nel caso dell´artigianato, riducendo così l´efficacia dei provvedimenti. Ma si può comunque parlare di boom, visto che nel biennio 2000-2001 il Piemonte si è aggiudicato il primo gradino fra le regioni del Centro-Nord. Ben il 5,3% delle imprese regionali hanno usufruito di agevolazioni, contro la media del 3,8% delle altre realtà. Pesa però l´incognita del dopo 2006, quando con l´allargamento della Ue ai Paesi più poveri verranno drasticamente ridotte le risorse. Si ipotizza addirittura un taglio dei fondi comunitari pari all´80%. «Questo non vuol dire che gli investimenti non saranno più incentivati - osserva Gilberto Pichetto, assessore all´Industria della Regione - ma dovremo modulare meglio i finanziamenti, eliminando inutili sovrapposizioni, privilegiando le azioni di sistema e gli strumenti come i fondi rotativi o quelli strutturali che si sono dimostrati efficaci». Un «restyling» che sta prendendo corpo nel Testo unico per le attività produttive, che farà la sua comparsa in consiglio regionale già il prossimo giugno. Attualmente il 68% delle agevolazioni è di origine nazionale, il 17% regionale e 15% europeo, mentre gli importi annui erogati hanno superato nel 2001 il miliardo di euro.

Diego Longhin

 
 
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