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Torino - 20 maggio 2003
 
 
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03.04.2003 - Bruxelles scrive a Raffarin: "Torino-Lione prioritaria"
BRUXELLES - «La Torino-Lione è un progetto strategico non solo per Italia e Francia, ma per tutta l´Europa meridionale. Per questo l´Unione Europea continuerà a considerarla una priorità nel piano dei trasporti che comprenderà anche le opere dei Paesi che stanno per entrare nella comunità». Questa volta l´assicurazione arriva direttamente da Loyola De Palacio, commissaria europea ai trasporti. Ed è una garanzia che pesa. Per incontrarla sono volati ieri a Bruxelles il presidente della Regione Enzo Ghigo e il suo vice (e assessore ai trasporti) William Casoni. Un viaggio che fa parte del pressing dei politici piemontesi per perorare la causa della linea ferroviaria ad alta capacità vitale per il futuro dell´economia di Torino. La settimana scorsa era toccato al sindaco Chiamparino andare a Parigi per cercare di convincere i perplessi francesi della validità del progetto. E la prossima settimana sarà a Bruxelles la presidente della Provincia Mercedes Bresso. C´è da sconfiggere, da esorcizzare quell´audit, lo studio commissionato dal governo francese che sostiene essere la Torino-Lione opera non prioritaria per l´economia transalpina. Se a giugno il parlamento ne accoglierà le conclusioni, la costruzione rischia di slittare almeno di una decina d´anni. L´incontro di ieri ha però fatto segnare un ulteriore passo avanti. «Siamo soddisfatti - hanno detto all´uscita Ghigo e Casoni - sapevamo che l´Unione europea restava favorevole alla Torino-Lione, ma averne avuto la conferma ufficiale dalla De Palacio (e da Prodi che i due hanno brevemente incontrato dopo) era fondamentale».

Anche perché l´appoggio Ue non sarà solo formale. Loyola De Palacio ha confermato che Bruxelles ha intenzione di raddoppiare i finanziamenti dal 10 al 20 per cento del costo totale dell´opera (circa 13 milioni e mezzo di euro). Non solo: sempre a Bruxelles si sta studiando un direttiva che permetterebbe ai singoli Paesi di aumentare i pedaggi ai valichi alpini autostradali (si parla di mezzo euro o un euro a chilometro). I proventi potrebbero essere usati per finanziare grandi opere come la Torino Lione. La stessa commissaria ha poi scritto una lettera al governo francese in cui ribadisce la priorità della Torino-Lione. Insomma una pressione non indifferente anche se poi è la stessa De Palacio a frenare gli entusiasmi: «Noi stiamo facendo il possibile. Ma se la Francia deciderà di non costruire subito la Torino-Lione è chiaro che tutto si bloccherà».

Così dopo la conferma delle garanzie dell´Unione europea, tutto ora sembra ridursi a pura questione di soldi. In base ai patti iniziali i costi avrebbero dovuto essere equamente ripartiti tra Italia e Francia: in pratica circa 6 miliardi a testa, se si toglie il contributo Ue. Le resistenze di Parigi (analoghe a quanto è già avvenuto con la Spagna per un´altra collegamento importante, quello tra Perpignan e Figueras) sembrano voler soprattutto alzare il prezzo e spostare una quota maggiore di spesa sull´Italia. E in questo senso sia il raddoppio della quota Ue sia l´impegno del governo Berlusconi che si è offerto di pagare il costo del tunnel tra Saint Jean de Maurienne e Bussoleno (oltre cinque miliardi di euro) salvo poi rivalersi con i pedaggi, potrebbero servire a vincere le resistenze francesi. Ghigo e Casoni ci credono.

Marco Trabucco

 
 
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