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Torino - 17 maggio 2003
 
 
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04.04.2003 - La scuola anti-Moratti al Lingotto
Il 32° convegno nazionale del Cidi, quel «Centro di iniziativa democratica degli insegnanti» che per una larga parte del mondo della scuola significa dibattito, approfondimento, analisi delle condizioni dell´istruzione in Italia, si è aperto ieri al Lingotto nella Sala dei 500 al gran completo. «Una scuola grande come il mondo» è il titolo della tre giorni che prosegue fino a domani nel centro congressi di via Nizza, ma anche in giro per la città, in una ventina di luoghi diversi dell´apprendere che fanno di Torino un modello educativo nazionale ed internazionale. «C´è una scuola grande come il mondo... - recita la poesia di Gianni Rodari che apre il «quaderno» del simposio -. Ci insegnano maestri, professori, muratori, televisori, giornali, cartelli stradali, il sole, i temporali, le stelle. Ci sono lezioni facili e lezioni difficili, brutte, belle e così così. Ci si impara a giocare, dormire, a svegliarsi, a voler bene e perfino ad arrabbiarsi. Ci sono esami tutti i momenti, ma non ci sono ripetenti...». Questo brano della poesia rende il senso della riflessione sulla scuola, e più in generale sulla formazione culturale, che docenti e dirigenti scolastici giunti a Torino da tutta Italia tenteranno. Con loro ci saranno esperti di primo piano. A partire dall´ex ministro Tullio De Mauro (arrivato ieri pomeriggio e subito a lungo applaudito), che stamane interviene su «Dieci tesi per una scuola di società sostanzialmente democratiche». Insieme con Norberto Bottani, Mario Ambel, Nicola Tranfaglia e molti altri, ci saranno a dibattere sul tema «Una scuola per un´Europa che guarda al mondo», Viviane Reading, commissario europeo dell´Istruzione, e Roy Pinney, assessore all´Educazione di Birmingham.

Ma già ieri, dopo i «saluti» critici sulla riforma Moratti degli assessori Paola Pozzi (Comune) e Gianni Oliva (Provincia), il presidente del Cidi è entrato nel vivo delle ragioni del disagio che segnano la scuola italiana «rivisitata» dal centrodestra. Il professor Domenico Chiesa ha incominciato la relazione con l´articolo 3, comma 2, della nostra Costituzione: «E´ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l´eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana...». E´ il riferimento del congresso, «non un richiamo rituale», ha detto Chiesa. Sotto la lente, la riforma Moratti. «Muoversi all´interno della filosofia di separare al più presto i ragazzi, basandosi sull´emergere delle diverse "vocazioni" verso lo studio? Oppure, sostenere un percorso unitario fino al raggiungimento dei fondamentali strumenti culturali per tutti è la soluzione adeguata per poter maturare scelte consapevoli di vita rendendole sempre più indipendenti dalle condizioni socio-culturali di partenza?». Per il Cidi e le sue migliaia di aderenti, non c´è dubbio: deve prevalere la seconda via.

Maria Teresa Martinengo

 
 
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