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04.04.2003 - Mirafiori unita: no all´inceneritore
SE verranno rispettati i tempi per la scelta del sito dell´inceneritore la discarica delle Basse di Stura potrebbe rimandare il suo pensionamento. Ad una condizione: che vi confluisca non più il pattume «tout court», ma rifiuti pretrattati. Quindi a basso impatto ambientale. La nuova proposta - avanzata ieri dal vicesindaco Marco Calgaro e dalla presidente della Provincia Mercedes Bresso -, sarebbe l´uovo di Colombo per superare l´emergenza-rifiuti il tempo necessario a realizzare il termovalorizzatore (ormai considerato fuori discussione) risparmiando ai torinesi la triplicazione della Tarsu. «E´ un´idea da verificare con i residenti di Torino Nord, comunque vincolata al raggiungimento del 50% della raccolta differenziata», conferma la Bresso. Insomma, la discarica potrebbe tener duro ancora per qualche tempo riconvertendosi a contenitore di rifiuti pretrattati. Pretrattati come? «Ricorrendo a strutture specifiche, anche se è presto per dire quali», replica Calgaro. Qualche indicazione in più arriva dalla Bresso: «Due le ipotesi: un impianto di smistamento del pattume (la frazione organica verrebbe trasformata in gas, quella secca interrata); in alternativa, un essiccatore capace di pretrattare i rifiuti indistinti sfuggiti alla raccolta differenziata. In ogni caso finirebbero in discarica esclusivamente rifiuti inertizzati». Qualcosa di molto simile alla proposta già formalizzata dai Ds. Il che nulla toglie alla «querelle» sulla localizzazione del futuro inceneritore, protagonista dell´arroventato confronto svoltosi mercoledì sera a Mirafiori Sud. «Posso assicurarvi che è un impianto a basso impatto ambientale...».

Sono le 21,30 quando il vicesindaco Marco Calgaro si guadagna la prima contestazione diretta da parte delle centinaia di persone che affollano la sede della decima circoscrizione su via Negarville. Il boato arriva puntuale, intercalato da una salva di fischi ed applausi provocatori. «... a così basso impatto - tenta di proseguire il vicesindaco - che molte città anche densamente abitate come Montecarlo lo ospitano in centro...». Nuove proteste, nuovo vociare. Le repliche dei più esasperati non si fanno attendere: «Allora fatelo in piazza Castello!», «Ma in che mondo vivi!». C´erano i manifesti, mercoledì sera a Mirafiori Sud. C´era la gente imbufalita e la politica negli interventi prolissi di consiglieri comunali e circoscrizionali di tutti i partiti. C´era soprattutto il fantasma dell´inceneritore, sospeso sui tetti di un quartiere che vive questa ipotesi come uno schiaffo: tanto più mortificante se a lanciarlo è una giunta di centrosinistra. Ad esacerbare i malumori, l´assenza del sindaco e dei rappresentanti della Provincia, per nulla gradita. Difficile contare la folla che un´ora prima dell´inizio del consiglio aperto fra le tre circoscrizioni - seconda, nona e decima - saturava il salone. Fuori, la bandiera arcobaleno della Pace: dentro, un´aria pesante in cui si mescolavano preoccupazione e rabbia. A riassumere il clima, la sfilata di manifesti alle pareti.

«Inceneritore: la stretta finale», recitava quello della convocazione, listato a lutto. Minuto dopo minuto, l´incontro assume le sembianze di un «ring» nel quale per fortuna tutti restano seduti. Da una parte il vicesindaco (per nulla intimidito), l´amministratore delegato dell´Amiat Strozzi, il presidente del Consorzio Trm Zandonatti e i rappresentanti del comitato di quartiere. Dall´altra centinaia di residenti, parecchi dei quali lavoratori Fiat, presto irritati dal susseguirsi degli interventi dei consiglieri comunali e circoscrizionali di maggioranza ed opposizione (quest´ultima scatenata). Da Forza Italia ad An, dai Ds ai Verdi, tutti bocciano l´inceneritore a Mirafiori Sud. Rifondazione, poi, non lo vuole da nessuna parte. Nel mezzo, Trombotto, Gazzola e Bossuto - presidenti delle tre circoscrizioni -, garanti di un confronto a tratti durissimo. Dopo un po´ la gente non capisce più nulla; sbuffa per «le passerelle» dei politici; parte da Mirafiori e si ritrova a Montecarlo, Vienna, Copenaghen, perdendosi nelle descrizioni di città ed inceneritori che non ha mai visto. Soprattutto, si domanda perché il quartiere è stato tirato in mezzo se almeno a parole nessuno vuol metterci l´impianto.

La rabbia viene fuori intervento dopo intervento: «Non potete ricattarci con l´aumento della Tarsu se per anni avete perso tempo»; «assumetevi le vostre responsabilità e dimettetevi»; «il Comune tira in ballo le periferie solo per queste cose»; «noi non siamo degni delle opere olimpiche»; «chiedete alla Fiat di rilanciare l´auto e poi contribuite a smantellarla»; «chi garantisce che non ci saranno danni ambientali?»; «perché trascurate la raccolta differenziata?»; «manifestate per la pace, ma a noi volete regalare la pace eterna»... Almeno per una volta l´importante è prendere la parola, non importa come. Per questo la tensione raggiunge il culmine quando Trombotto chiede l´intervento di un vigile per espellere uno dei più esagitati. Urla, proteste: «Vergogna!»; «non siamo mica a Mosca!». Alcuni dei presenti fanno per andarsene, poi il presidente della decima riprende il controllo e si ricomincia. Con tutta la buona volontà, un dialogo tra sordi. Questa sera, nell´assemblea pubblica organizzata da An in piazza Crispi (ore 20,45), si tornerà sull´argomento. Tema: «Inceneritore: i possibili scenari futuri per ambiente e salute».

Alessandro Mondo

 
 
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