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Torino - 20 maggio 2003
 
 
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04.04.2003 - "Una responsabilità comune"
Il benvenuto di "Repubblica" a tutti. Il problema dei rifiuti è ormai diventato la prima emergenza di Torino. Intorno alla destinazione dell´inceneritore, si gioca oggi la partita più delicata. Con una certezza: le altre esperienze, gli esempi delle altre città non sono comparabili alla nostra. Questa è una metropoli con un passato, un presente e un futuro industriale, un hinterland sempre più popolato, una discarica che scoppia. Intorno a questo tavolo ci sono i personaggi che concorreranno e magari subiranno la decisione. Dei tre siti, uno: ed entro pochi mesi. Marco Calgaro, vicesindaco della città, si è preso l´impegno di spiegare le scelte, di fronteggiare assemblee che non saranno mai tranquille, di accompagnare il percorso a nome del Comune di Torino. A lui la parola.

Calgaro: La posizione del Comune è chiara. Con l´indicazione di due siti torinesi, da comparare con Volpiano, abbiamo voluto recuperare i ritardi del passato mentre la discarica di Basse di Stura sta per chiudere. Sul problema inceneritore c´è una percezione non corretta. La responsabilità non è dei cittadini ma di chi alimenta le paure definendo l´impianto una bomba ecologica. Non è così e lo spiegheremo con una trasparente campagna d´informazione. Noi vogliamo arrivare ad un moderno sistema di smaltimento di rifiuti, che comprende anche la raccolta differenziata, pur sapendo che è assai costosa e che prevede una grande partecipazione dei cittadini.

Repubblica: Presidente Bresso, il vicesindaco ha parlato di ritardi. Ci sono stati anche da parte vostra?
Bresso: Il gioco dello scaricabarile non serve. Con l´oramai famosa commissione Bobbio l´obiettivo era quello di cercare di rendere trasparente la scelta di un impianto non voluto da nessuno. Poi ci sono state le elezioni del Comune. Chivasso si è sfilato dalla graduatoria della commissione. Ora è importante che ci sia stata un´assunzione di responsabilità e possa scattare la comparazione, al termine della quale avverrà la scelta del sito. Vorrei, però, per un momento parlare della raccolta differenziata. Si deve fare di più per arrivare all´obiettivo del 50 per cento. L´Amiat, sulla raccolta dell´organico, non ha lavorato bene . Ci vuole maggior impegno (ad esempio un doppio bidone, un doppio sacchetto) per separare attentamente quello che si può portare in discarica, quello che si può bruciare e quello che si può trasformare in compost. Ci vuole un maggiore sforzo per convincere la gente e per metterla in una situazione di maggiore comodità, non mettendo lontano dalle case i contenitori.

Repubblica: Sulla raccolta differenziata siamo tutti d´accordo. I nodi derivano dal rimanente 50 per cento da portare all´inceneritore.
Bresso: Bisogna darsi delle scadenze precise per raggiungere gli obiettivi. Calgaro: Aborro fare promesse che non riesco a mantenere e ne ho lette molte, in questo periodo, nei vari piani dei rifiuti che ho consultato. Posso dire che ci impegneremo al massimo per arrivare al 50 per cento ma non posso dire che arriveremo entro quest´anno o il prossimo al 50 per cento per un semplice motivo: non sarà vero.

Repubblica: Ora qual è la percentuale di raccolta differenziata a Torino?
Calgaro: Intorno al 25 per cento Ruggeri: Forse bisogna pensare a incentivi economici per promuovere la raccolta differenziata. Negli States i cittadini possono restituire e vendere vetro e lattine usate. Artesio: Da tempo sento dire che la raccolta differenziata è costosa, che serve un cambio di mentalità. Voglio porre un interrogativo: non è che la comodità della discarica ha creato un alibi alla politica, che non è stata in grado di risolvere problemi condominiali come la sistemazione di più contenitori nei cortili? Mi pare desolante. Certo, bisogna impegnarsi in lunghe e noiose trattative ma questo è anche un compito dei politici. Bresso: Sicuramente. Calgaro: Non è vero che la politica ha abdicato. Per il progetto Urban 2, a Mirafiori nord, abbiamo fatto un´ordinanza per vincere la contrarietà ad avere più cassonetti nei cortili.

Repubblica: Il sindaco di Volpiano e i presidenti delle due circoscrizioni, credono che la decisione sull´inceneritore sarà solo tecnica?
Artesio, Trombotto, Goia: No. Artesio L´ha teorizzato anche il sindaco Chiamparino: ci sarà la valutazione d´impatto ambientale, poi la scelta tornerà al tavolo politico. Repubblica: Su come avverrà la scelta, sembra esserci una differente valutazione tra Bresso e Chiamparino.
Bresso: Ho detto che dopo la comparazione, di due tipi (ambientale e industriale) potrebbe anche arrivare la scelta, una graduatoria. Se si sindaci vogliono intervenire, possono farlo. Artesio: La politica ha bisogno di un elemento di sensibilità che non può essere dato solo dai dati statistici. Deve prendersi la responsabilità Goia: La decisione sull´inceneritore non può essere demandata a semplici parametri tecnici.

Repubblica: La scelta solo tecnica non può essere più rassicurante, più imparziale?
Calgaro: Non ne comprendo il motivo: vorrebbe dire esautorare la politica. Che ha il principale dovere di circondarsi di tecnici, dialogare con i cittadini e poi scegliere. Questo è il percorso che noi vogliamo seguire. Trombotto: Ma c´è la disponibilità dei siti, per avviare la comparazione? Calgaro: Entro 15 giorni l´avremo. Ieri la società Trm, che deve fare la comparazione, ha incontrato i responsabili della Fenice, proprietari dell´area di via Settembrini. Poi incontrerà i dirigenti di Fiat. Trombotto: Questo è un elemento di novità. Bresso: Per Volpiano c´è già. La proprietà dell´area di Strada del Francese è di un´anziana signora, con cui ci saranno incontri nei prossimi giorni. C´è sempre la possibilità dell´esproprio.

Repubblica: Su questo punto il ritardo è evidente. Sentiamo ora le ragioni del no.
Trombotto: Per motivi che possiamo definire di buon senso, come specifica l´ordine del giorno dei consigli delle circoscrizioni 2, 9 e 10 che si sono riuniti mercoledì sera. Tra i tre siti indicati e fra i tredici selezionati dalla commissione Bobbio, questo è quello con maggiore densità abitativa.

Repubblica: L´area individuata per l´inceneritore attualmente ospita una centrale termoelettrica. Questa presenza è più rassicurante di un eventuale impianto di incenerimento?
Trombotto: È una presenza che a livello psicologico non crea particolari problemi. Ci sono state, in passato, questioni legate a puzze e fumi provenienti dallo stabilimento. Ruggeri: È un dato oggettivo: una centrale come quella di Mirafiori ha meno controlli di un inceneritore. Che invece, per legge, deve avere tutta una serie di apparecchiature per individuare l´eventuale presenza di diossina. Negli ultimi dieci anni i sistemi di verifica su quello che produce un inceneritore hanno fatto enormi passi avanti. Trombotto: Sono convinto anch´io che un termovalorizzatore non sia un mostro. Ma a Mirafiori c´è contrarietà per la troppa vicinanza a case e scuole. E si pensa che vada collocato fuori dai centri abitati. C´è inoltre l´aspetto Fiat. L´inceneritore verrebbe sistemato al centro di un´area produttiva ancora funzionante. Lì c´è un centro sviluppo di Fiat auto, ci sono le carrozzerie un po´ più a nord. C´è il rischio di una seria compromissione dell´attività Fiat. Goia: Noi chiediamo che ci sia un riequilibrio nella scelta dei siti per il termovalorizzatore e le discariche collegate (in lizza ci sono Montanaro, Foglizzo), tutti concentrati nella stessa area. Chi produce il 75 per cento di immondizia, come Torino, deve farsi carico di un pezzo della catena di smaltimento. Volpiano non si tira indietro se si tratta di realizzare un impianto di preselezione dei rifiuti o di essiccamento come è stato proposto di recente. E poi vogliamo che la comparazione non si faccia con siti torinesi virtuali. Bisogna avere la certezza della loro disponibilità. A Volpiano l´inceneritore sarebbe un elemento in più dal punto di vista dell´inquinamento. Abbiamo già il deposito di petrolio. Trombotto. Ma Ruggeri dice che non inquina. Calgaro. Attenzione. Non si tratta di fare una nuova commissione Bobbio . Un percorso c´è già. Non si può sfuggire dalla responsabilità. Non si può dire in una riunione di essere favorevoli alla comparazione e poi di essere contrari all´indicazione del sito. Non sono accettabili manovre che screditino il percorso individuato. Goia. Vorrei solo ricordare che proprio mercoledì abbiamo fatto, per l´area dell´ex raffineria Agip, una riunione per l´aggiornamento del piano di sicurezza legata alla legge Seveso. Artesio. La commissione Bobbio aveva già classificato Strada del Francese agli ultimi posti della classifica. Una valutazione ambientale quindi era in parte già stata fatta. Stiamo parlando di un territorio che da 50 anni convive con una discarica che alla fine dell´anno deve chiudere. C´è tutta una serie di aspettative cui bisogna dare una risposta, a cominciare dalla bonifica dell´intera area di basse di Stura.

Repubblica: la parola al professor Ruggeri, il tecnico.
Ruggeri: È complesso il compito che la società Trm assegnerà al Politecnico per la comparazione. A Strada del Francese si tratterebbe di inserire una macchina completamente nuova, a Mirafiori sud le turbine ci sono già. La valutazione si baserà sulla possibilità di utilizzare il calore, sugli eventuali rischi delle emissioni, sulla profondità della falda. Un elemento da prendere in considerazione è che cosa si butterà dentro l´inceneritore: ci sono normative europee che vietano di bruciare elementi con bassa capacità di produrre calore. Quindi non si potrà mettere il rifiuto umido. Ci vorranno cinque anni per avere un inceneritore completo.

Repubblica: E quindi la discarica rimarrà aperta anche dopo il limite fissato?
Bresso: Se non c´è la scelta dell´inceneritore, l´impianto chiude. Se arrivano gli studi comparativi (anche un paio di mesi dopo il limite del 31 dicembre) e si delinea il progetto per la costruzione dell´inceneritore, si va avanti. Ma noi non consentiremo la prosecuzione ai livelli di oggi. Si potrà fare una vasca aggiuntiva ma non per accogliere l´immondizia indifferenziata. Una delle possibilità è che accolga soltanto i cosiddetti rifiuti secchi, un sistema utile per la fase di transizione e per il futuro. E che non produce gas maleodoranti. Altrimenti, si portano i rifiuti all´estero. Artesio: Questa è una proposta nuova, aggiuntiva.

Repubblica: Le piace?
Artesio: La sento oggi per la prima volta. La valuterò quando sarà più articolata.

Repubblica: Parliamo dei rischi legati all´inceneritore.
Ruggeri: L´analisi di rischio è uno strumento decisivo per determinare una scelta. Le emissioni di diossina sono considerate causa di rischio per la popolazione nel rapporto uno ad un milione. Se si mette in fila un milione di persone, una può essere a rischio. Ma guardiamo anche ai pericoli veri: ogni anno muoiono ottomila persone per incidenti stradali, con un rapporto quindi di uno su 10 mila. Per non parlare dello smog. Un´adeguata campagna d´informazione deve tenere conto di questi dati. Calgaro: È positivo che si sia sbloccata l´impasse sulla scelta dei siti e che si sia individuato un percorso ragionevole con i cittadini. Mi sembra doveroso dire che una circoscrizione come quella che ha accolto per 50 anni i rifiuti di 51 comuni, possa avere dei benefici economici dalla nuova situazione. E non sarà solo una formula di compensazione.

Repubblica: grazie a tutti, e fate presto a decidere, in nome della città.

Gino Li Veli

 
 
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