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Torino - 28 maggio 2003
 
 
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04.04.2003 - Quindici anni a Torino. Cultura per cento amici
«In un giorno d´aprile, da colazione a notte, in cinque jam session tematiche, i protagonisti di centottanta mesi di sogni e delusioni si raccontano in diretta, con la voglia di stare insieme, di sfogliare in pubblico il proprio diario intimo e di rispondere a un po´ di provocatorie domande attraverso un´opaca sfera di cristallo». Non è il soggetto di una sorta di Amarcord sotto la Mole, né il plot di un romanzo minimalista, e nemmeno il tema di una videoinstallazione: ma la sintesi di quello che succederà domani presso il Centro della Fondazione Sandretto, in via Modane. Lì alle 11.30 prenderà il via Cultura motrice 1988-2003. 15 anni a Torino, un progetto di Paolo Verri con Finnegan´s Wake realizzato con Cocchi Ballaira e Federica Ceppa. In poche parole, diversi esponenti della cultura torinese degli ultimi tre lustri si incontreranno per fare il punto sulla situazione.

Il 1988 è l´anno d´esordio del Salone del Libro, ancora a Torino Esposizioni: ed ecco che si parte con Torino Saloon sulla letteratura, coordinato da Lorenzo Fazio, seguito da Torino Povron, alle 12.30 aperitivo con Chef Kumalè. Dalle 14 Torino Light sull´arte, guidato da Guido Curto, Torino Shakespeare sul teatro, con Gian Luca Favetto, e Torino Screen sul cinema, maestro di cerimonie Steve Della Casa. Alle 18 visione del derby in diretta, quindi intermezzo con Vespa e General Elektrik. Si conclude con la musica di Torino Sound, «diretta» da Alberto Campo e Nicola Campogrande.

Sarà un´occasione per un autentico dibattito, o solo una rimpatriata tra «vecchi» amici? È presto per dirlo, certo qualche dubbio sorge leggendo i nomi dei presenti, ahimè sempre gli stessi. Ci si chiamerà tutti per nome, o ci saranno imprevisti interventi di «sconosciuti»?. Prevarranno l´autocritica o l´autocompiacimento? E poi ha ancora un senso parlare di «cultura torinese» in epoca di globalizzazione? Non si rischierà di essere un po´ provinciali, di dire sempre le stesse cose, tipo «Torino non è solo auto?». È presto per dirlo, appunto, ma speriamo di no. Info culturamotricelibero.it.

Marina Paglieri

 
 
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