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Torino - 2 maggio 2003
 
 
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04.04.2003 - Torino-Lione, rabbia ad Alta velocità
Nel giorno in cui, durante la sua visita ad Asti, il Presidente della Repubblica Ciampi esorta Ghigo a proseguire sulla strada della realizzazione della Torino-Lione, le ripercussioni delle dichiarazioni del ministro francese De Robien al «Giornale del Piemonte» non si sono fatte attendere. Mentre da Roma arriva la notizia che l’incontro tra il ministro Pietro Lunardi e il suo collega francese in programma nei prossimi giorni è stato improvvisamente rinviato, da Torino si sono alzati immediatamente voci di protesta per quello che molti hanno definito «un chiarissimo passo indietro del governo francese». Non a caso le dichiarazioni del ministro francese dei trasporti Gilles De Robien l’hanno lasciato di stucco: dopo aver letto attentamente l’intervista il sindaco Sergio Chiamparino, non si da pace per alcune affermazioni di De Robien giudicate «fumose e poco chiare». Soprattutto quelle in cui il ministro transalpino parla a chiare lettere di uno slittamento dei tempi del progetto di almeno sei anni, lasciando intendere che il progetto per la nuova linea ad alta velocità sarebbe ancora in alto mare. Per Chiamparino, primo sostenitore della Torino-Lione, «i patti internazionali vanno rispettati».

Crede che i francesi abbiano intenzione di rimangiarsi tutto?
«Guardi, fin dall’inizio di questa vicenda abbiamo avuto l’impressione che il governo francese non fosse per il no, ma volesse prendersela con calma. Ma le dichiarazioni di De Robien fanno riflettere. Capisco che ci possano essere ritardi nella fase realizzativa della linea, ma prima di pensare ai cantieri occorre dare il via alla fase progettuale. E secondo i patti stilati tra i due governi il progetto deve essere pronto per il 2006»

Già, di quello De Robien non ha parlato.
«E sarà proprio quel progetto la cartina di tornasole delle buone intenzioni dei francesi. Per fare il progetto tecnico non occorrono 15 miliardi di euro. Insomma non ci sono scuse. Se lo studio sarà pronto entro il 2006 allora vorrà dire che i francesi intendono rispettare gli accordi».

E se slittasse anche quel progetto?
«Allora significherebbe che qualcuno tenta di procrastinare i tempi con l’intenzione di affossare la Torino-Lione. Ma non è mia abitudine pensare male e fare dietrologia e resto convinto che i tentennamenti transalpini non dipendano dalla loro cattiva volontà, ma soltanto dalla carenza di fondi».

Lei è appena ritornato da Parigi, dove ha affrontato l’argomento Torino-Lione con alcuni rappresentati del parlamento francese. Che impressione ne ha tratto?
«Direi positiva, non ho incontrato nessuno ostile, di principio, alla linea ferroviaria ad alta velocità. Anzi, credo che tutti siano convinti dell’importanza strategica della nuova direttrice su rotaia che collegherà la Francia a tutto il bacino del mediterraneo. A Lione poi erano tutti entusiasti, dai rappresentanti degli enti locali agli imprenditori».

Lei è ottimista ma De Robien è stato chiaro: la nuova linea non nascerà prima del 2018.
«Non capisco con quali criteri il ministro abbia citato quella data. Certo, potranno esserci degli slittamenti rispetto all’obiettivo che ci eravamo posti, quello del 2012. Ma guai a parlare di generici rinvii».

Il problema sembrano essere i costi troppo proibitivi. Anche i tempi sembrano stretti, ai francesi.
«Le risorse finanziarie si possono trovare, ne sono più che convinto. De Palacio, ad esempio, ha appena mantenuto l’impegno di aumentare il contributo a fondo perduto dal 10 al 20 per cento. Inoltre è stato dato parere favorevole alla direttiva per istituire un sovrapedaggio ai valichi per finanziare il trasporto ferroviario. Per superare le difficoltà basta metterci impegno e buona volontà. L’importante è non mettere il carro davanti ai buoi. Occorre fare un passo alla volta, per prima cosa realizzare il progetto. Soltanto allora sarà possibile fare il punto della situazione e valutare con esattezza i modi e i tempi per la realizzazione della linea».

Ora cosa pensa di fare?
«Bisogna insistere, questo è un momento decisivo per le sorti della Torino-Lione. Ci sono trattati internazionali siglati da due governi e questi vanno rispettati. Con il presidente Ghigo tenteremo di promuovere un’azione di lobbing con i parlamentari francesi e poi cercherò di sensibilizzare tutte le rappresentanze degli enti locali transalpini. E poi non dimentichiamoci che fra poco inizierà il semestre italiano di presidenza dell’Unione europea. E su questo punto è ovvio che non possiamo che essere molto fiduciosi. Sarà proprio in quel periodo che i nostri rappresentanti a Bruxelles dovranno spingere sull’acceleratore per convincere i francesi a rompere gli ultimi indugi»

Marco Traverso

 
 
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