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Torino - 20 maggio 2003
 
 
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04.04.2003 - «La Francia licenzi i suoi tecnici»
Licenziare i tecnici. Questa la prima risposta che arriva dalla Regione Piemonte all’indomani delle dichiarazioni del ministro dei Trasporti francesi, Gilles De Robien, rilasciate al Giornale del Piemonte in cui l’esponente del Governo ribadisce che la Torino-Lione non potrà essere finita prima del 2018. La soluzione per risolvere i problemi dei transalpini arriva dall’assessore regionale ai trasporti William Casoni.

«La Francia non può sottrarsi ai suoi impegni - spiega - ma soprattutto non può mascherare la mancanza di finanze con i problemi tecnici. Le loro scuse non sono più accettabili». La risposta della Regione di fronte al tentennare dei francesi lascia poco spazio al dialogo. L’accordo bilaterale siglato nel gennaio del 2001 indica il 2012 come data finale per la realizzazione della Torino-Lione e così sarà.

«Lo hanno ribadito i nostri tecnici e anche quelli scelti dal Governo francese - sottolinea il vicepresidente Casoni -. I lavori possono essere conclusi entro quella data. Se adesso i transalpini fanno dietrofront c’è solo una cosa da fare per Gilles De Robien: cacciare via tutti i suoi tecnici». La freddezza dei francesi sul tema non è cosa di ieri. L’Italia si è resa disponibile ad accollarsi l’intero costo del tunnel di base, quello di 52 chilometri ma ha chiesto come contropartita la gestione di tutto il tracciato. Soluzione proposta dal viceministro Martinat. «Mi chiedo - afferma Casoni - perché il ministro francese non prenda in considerazione questa ipotesi. Se il problema principale è di natura economica la soluzione italiana può essere un valido aiuto». Ma non è il solo. I finanziamenti dell’Unione europea dovrebbero passare dal 10 al 20 per cento, concetto ribadito nell’incontro di mercoledì a Bruxelles tra la presidente della Commissione Palacio de Loyola e il presidente della Regione Ghigo.

«La ratifica di questa decisione comunitaria avverrà a breve - spiega Casoni -, quasi sicuramente durante il semestre di presidenza italiano. Dall’incontro belga di mercoledì abbiamo avuto certezze e questo ci basta». E ha aggiunto: «Di fronte a queste novità, non certo secondarie, invito il ministro francese a riflettere e a rivedere alcune posizioni del suo Governo». L’Unione europea ha ribadito che la Torino-Lione è da considerarsi un’opera prioritaria che non può avere solo due interlocutori. «La Torino-Lione è strategica per molti altri paesi - sottolinea Casoni - dal Portogallo alla Spagna per arrivare ai paesi dell’Est , è un’opera che va vista come fonte di sviluppo economico». Sulle incertezze sollevate da De Robien soprattutto per quanto riguarda il traffico delle merci che spesso vengono spostate attraverso i tunnel svizzeri Casoni non crede possano esistere problematiche insormontabili. «Dobbiamo mettere in rete l’economia europea, solo così si può pensare a uno sviluppo» spiega. Su una cosa il vicepresidente della Regione concorda con il ministro francese: la diversa posizione dei due paesi di fronte al conflitto in Iraq non può essere visto come motivo di tensione, di attrito nei rapporti. Due piani distinti che devono rimanere tali.

Anche perchè è previsto nei prossimi mesi un incontro chiarificatore tra il ministro Lunardi e il suo collega francese. E quello sarà il momento in cui molti punti potrebbero - o dovrebbero - essere chiariti definitivamente (in attesa del pronunciamento del Parlamento transalpino). A nessuno infatti sfugge che Oltralpe continua una battaglia senza esclusione di colpi tra le lobby che sostengono la Torino-Lione e quelle che invece considerano prioritaria (inoltre il costo sarebbe nettamente inferiore) la Parigi-Strasburgo, collegamento quest’ultimo visto con interesse anche dai tedeschi. La sfida, insomma, è ben lontana dall’essere chiusa. In palio non c’è soltanto un’opera imponente, ma anche il futuro dei collegamenti internazionali italiani e piemontesi.

Mi.Ba.

 
 
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