contatti english version Associazione Chiamparino.wav
 
Torino Internazionale  


 
 
Torino - 28 luglio 2003
 
 
Sistema Internazionale
Governo metropolitano
Formazione e ricerca
Imprenditorialità e occupazione
Cultura,Turismo,Commercio e Sport
Qualità urbana
Tamtam
Eco dalle città
Calendario
Associazione
 
 
 
home | Imprenditorialità e occupazione | Rassegna stampa
 
 
 
 
09.04.2003 - Dall´unione nella rete è nato un "Diamante"
L´unione fa la forza è forse il motto che più si addice alla Diamanet, la nuova azienda a stampo consortile formata da piccole e medie imprese che operano nel campo dell´informatica per adattarsi alle esigenze del mercato. Proprio perché ormai il mercato sembra spingersi sempre più verso i così detti Prime Contractor, cioè verso pochi grandi contraenti che accedono alle più allettanti commesse spezzettando il lavoro con un processo di subfornitura fino ad arrivare alle piccole e medie imprese le consorziate hanno sentito la necessità di legarsi. «Abbiamo iniziato a ragionare sull´effetto di schiacciamento che l´evoluzione del mercato porta alle aziende della nostra dimensione» spiega il dottor Roberto Remmert, presidente del consorzio. Nasce così la Diamanet, con l´obiettivo di riunire le 18 aziende per diventare abbastanza grandi da non rimanere al margine e da poter essere in grado di procurarsi commesse rilevanti da soli, senza intermediari. Anche lo stesso nome si rifà a questo concetto: deriva dal mix delle parole diamante e net (rete in inglese), una rete di atomi di carbonio che singolarmente valgono poco, ma insieme formano una pietra preziosissima.

L´importante, però, è diventare grandi mantenendo gli aspetti positivi dell´impresa piccola. Soprattutto la loro flessibilità nell´adattarsi velocemente ai cambiamenti di mercato, l´alto contenuto di competenza dovuto alla specializzazione che per natura hanno queste tipo di aziende. Inoltre offre un modello aziendale verticalizzato, cioè il lavoro viene diviso senza alcun intermediario e subfornitura poiché Diamanet ha solo valore commerciale, mentre tutto l´operativo viene trasferito alle consorziate.

Un ulteriore vantaggio sperato dalla consortile è legato alla conoscenza delle opportunità di lavoro sul territorio. All´interno della Diamanet tutte le aziende per necessità devono conoscere le capacità lavorative degli altri. Così se una azienda viene informata di un certo tipo di lavoro di cui però non ha le competenza, può proporla ad un altra consorziata e procurargli così lavoro. «Ieri era casuale sapere cosa faceva un´altra azienda, oggi ciascuno di noi sa cosa fanno gli altri, è un modo per massimizzare il valore che deriva dalla relazione» spiega Remmert.

Viene forse da chiedersi se l´essere così legati al territorio torinese diventi una auto-limitazione della zona di mercato, ma la consortile è convinta che non sia così. Infatti hanno già cominciato a instaurare rapporti con altre regioni e hanno intenzione di ampliarsi nel resto dell´Europa. «La scelta del territorio è connessa al fatto che noi siamo tutte aziende del Torinese, quindi ci siamo legati logisticamente, culturalmente e professionalmente - dice il presidente del Diamanet - quindi garantiamo che le risorse generate dal nostro lavoro vengono reinvestite qui. Ci tengo a precisarlo perché ultimamente c´era la tendenza a esternalizzare il lavoro verso grandi imprese francesi o Nord Americane anziché le pmi locali».

Sara Carobbi

 
 
 ©2002. Tutti i diritti sono riservati.