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09.04.2003 - Un Torino Filmfestival che ridiventa giovane
Il Torino Filmfest ridiventa Cinema Giovani. No, nessun cambio di nome, né ansie giovanilistiche, ma se il «vecchio» festival aveva tra i suoi compiti quello di scoprire registi e cinematografie «nuove», se non minorenni - mentre al suo fratello maggiore per forza di cose era toccato un ruolo più generalista - ecco, al primo si tornerà. Promessa dei neodirettori Giulia D´Agnolo Vallan e Roberto Turigliatto, che ieri mattina si sono presentati in una saletta del Caffè Torino. Poche anticipazioni - arriveranno nella tradizionale conferenza stampa a ridosso di Cannes - ma già s´intravede il filo rosso della rassegna prossima ventura, che per forza di cose avrà una nuance diversa da quello intrecciato da Alberto Barbera e poi da Steve Della Casa. Anzi, i confronti potranno farsi ancora più indietro nel tempo, ché Turigliatto milita nel festival torinese proprio dall´inizio, quando ai vertici sedeva l´attuale presidente Rondolino.

Qualche idea può arrivare già riprendendo in considerazione le retrospettive curate di anno in anno dall´uno e dall´altro direttore: a chiederglielo, loro suggeriscono per trarsi d´impaccio quella di Carpenter, che hanno realizzato insieme. Ma a guardare anche le altre, il panorama si fa meno nebuloso: sì alla cinefilia di Roberto, sì agli americani di cui Giulia è una conoscitrice come pochi, sì al popolare che amava Steve - magari con una minore attenzione per il cinema italiano, si è capito ieri - sì alle cinematografie in crescita che Alberto ha sempre seguito con attenzione. E poi, se le nouvelle vague si sono ormai esaurite, rimangono registi ancora sconosciuti ai più con un curriculum già ricco di film. Nomi, nessuno, tranne quello di Aleksandr Sokurov, che proprio ignoto non è - il suo Arca russa ha avuto un buon successo qualche mese fa sui nostri schermi - ma di cui in Italia non si conosce null´altro. Avrà una retrospettiva e un libro, firmati da Enrico Ghezzi, Stefano Francia e Aleksej Jankoskij.

Il resto sono note tecniche. La data, dal 13 al 21 novembre. Lo staff rimane quello solido degli anni passati, con Davide Bracco alla segreteria generale - su una nave sarebbe il timoniere - e Marzia Milanesi confermata giustamente all´ufficio stampa. Il luogo è di nuovo il Lingotto, con qualche se e qualche ma. Non piaceva troppo ai due direttori, la volta scorsa, troppo distante dal centro, con poca personalità, senza un punto di ritrovo: «È uno spazio cacofonico», si lasciano scappare. Può andare bene, hanno ammesso ieri, ma occorre che laggiù «si riesca a dare più visibilità al festival» e soprattutto che ci sia una stanza, un tendone, qualsiasi cosa che ridiventi il cuore della rassegna. L´anno scorso non c´era.

Leonardo Bizzarro

 
 
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