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Torino - 2 maggio 2003
 
 
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09.04.2003 - Slitta l’accordo su Molinette 2
Era una questione di spazio. Adesso è diventata una questione di prezzo. Per il sì definitivo al trasloco della cittadella della salute nell’area dell’ex Fiat Avio bisognerà attendere almeno venti giorni ancora. Non è pronta la valutazione degli indici catastali dell’area dove il Comune e la Regione intendono far sorgere il complesso delle Molinette 2. Il proprietario dell’area, l’imprenditore Luigi Zunino con il quale si sono susseguiti gli incontri nel corso della settimana, deciderà l’esito della partita. L’ultimo summit è dell’altro ieri con il presidente della Regione, il sindaco Sergio Chiamparino, l’assessore regionale Ettore Racchelli, il numero due di palazzo civico, Marco Calgaro. Ma è l’immobiliarista adesso il protagonista. È nelle sue mani, la partita. È lui che fisserà il prezzo. Il 31 maggio diventerà proprietario ufficialmente dell’area a fianco del Lingotto. Solo allora si decideranno le sorti di quella zona.

La questione insomma resta aperta. Ma il dialogo tra Comune e Regione prosegue, e appare bene avviato. Ieri si sono tenute due riunioni distinte. La prima a palazzo civico tra gli l’assessore Viano, Racchelli, e Calgaro. La seconda al Lingotto tra Ghigo e Racchelli. Questi ultimi due erano convinti di poter chiudere la partita ieri. Ma è stato lo staff di Chiamparino a smorzare gli entusiasmi subito dopo una serie di incontri. A Palazzo civico spiegano che «per avviare un project financing ci vogliono numeri e cifre precise, indici di edificabilità, cubature, costi e ricavi per la trasformazione edilizia. Un’intesa con la Regione c’è» dicono. Ed è quella che fa leva sul famoso spezzatino, un’area divisa in due, Molinette 2 su Fiat Avio e campus universitario nell’area delle ex dogane e una passerella a unire le due anime. L’idea insomma c’è. «Ma adesso è stato coinvolto il proprietario dell’area, Luigi Zunino con il quale - hanno aggiunto in Comune - restano da chiarire aspetti di carattere catastale e patrimoniale. Prima di concludere un protocollo è utile fare due conti». Anche perché risulta che Zunino non sia ancora a pieno titolo proprietario dell’area. Entro una ventina di giorni lo diventerà a tutti gli effetti. È tutto congelato quindi ma un passo in avanti è stato fatto per quanto riguarda l’ipotesi di spezzare in due il progetto. Le Molinette sorgeranno a fianco del Lingotto e il campus su via Giordano Bruno. Il secondo problema che in Comune stanno valutando con attenzione, riguarda l’area delle ex dogane. Il progetto Camerana prevede, infatti, una volta terminate le olimpiadi, una riconversione dell’area in edilizia residenziale, case da costruire nuove di zecca. Più o meno dove dovrebbe sorgere anche la cittadella della salute, il campus universitario. Il Comune e la Regione dovranno trovare un intesa per realizzare entrambi i progetti.

Il trasferimento della cittadella della salute si è reso necessario dopo i rilievi planimetrici dei tecnici della Regione nell’area dell’ex Moi, troppo piccola per ospitare un ospedale, il polo universitario e quello della ricerca. Il fazzoletto di terra in questione è quello che si affaccia su corso Sebastopoli e via Giordano Bruno dove ci sono, appunto, le dogane (vincolate dalla sovrintendenza e di proprietà del demanio) e la caserma della Guardia di finanza. Tra i due complessi c’è qualche centinaio di metri. Tanti, ma non abbastanza per costruire il colosso sanitario che ha in mente la Regione. Il problema? Nessuno dei due edifici poteva essere abbattuto. La caserma era stata appena ristrutturata, le dogane non si potevano toccare perché sotto la tutela dei beni ambientali. La Regione aveva pensato di acquisirli, ma il prezzo non era apparso conveniente, e in ogni caso sarebbe rimasto tale e quale il problema del vincolo della sovrintendenza.

Andrea Costa

 
 
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