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09.04.2003 - In tandem verso l’avanguardia
Il Torino Film Festival guarda al futuro. Nel segno della continuità, ma non troppo. A poche settimane dalla presentazione ufficiale, i neo-direttori Roberto Turigliatto e Giulia D’Agnolo Vallan, già da anni nello staff del Festival, svelano qualche dettaglio del volto della 21esima edizione di uno degli eventi cinematografici di maggior prestigio in Italia e all’estero. Il festival, come tradizione vuole, si terrà ad autunno inoltrato dal 13 al 21 di novembre nella nuova casa del cinema Pathé del Lingotto. Dopo il passaggio di consegne di Stefano Della Casa, ex timoniere dell’evento per 5 anni, arriva la scommessa di una guida in tandem, sulla scia delle precedenti edizioni, ma con una particolare attenzione verso il cinema di ricerca contemporaneo. Tra le novità una retrospettiva dedicata a Alexander Sokurov, l’autore dell’ambizioso e sperimentale «Arca Russa»; una probabile sezione dedicata a cinematografie di paesi poco conosciuti e magari, inseriti qua e là, film di cineasti emergenti con poche opere alle spalle. Per quanto riguarda i film in concorso saranno accolte opere in digitale e anche i documentari; tutto ciò, per favorire le contemporanee prospettive d’autore, inaugurate proprio dalle nuove tecniche di ripresa. Quindi un Festival che si apre a 360 gradi all’innovazione e allo spirito di ricerca.

«Ma non è certo un festival da rifondare - commenta Turigliatto, nello staff dagli albori della manifestazione - anche se apporteremo un leggero restyling secondo le nostre sensibilità. A questo riguardo vorremo internazionalizzare l’evento, accentuando gli aspetti del nuovo cinema». Turigliatto, critico votato all’avanguardia, appassionato studioso del cinema di rottura degli anni ’60, ha curato, nelle passate stagioni del festival, retrospettive difficili, come quelle di Straub e Huillet, di Julio Bressane, di Manoel De Oliveira e molti altri, accogliendo però il favore del pubblico torinese. «E proprio la varietà di opere ha regalato il successo al festival di Torino - dice la D’Agnolo Vallan - consentendo al grande pubblico di visionare film spesso al margine, lontano dalla grande distribuzione». Giulia d’Agnolo Vallan, corrispondente da New York per Il manifesto e Ciak, è stata la curatrice di «Americana», uno dei cavalli di battaglia del festival, spazio dedicato al meglio del cinema a stelle e strisce che difficilmente passa sui grandi schermi europei. La neo direttrice aggiunge: «Il modello del prossimo festival sarà Americana, dove poter tastare il polso del cinema internazionale senza rigide barriere delle sezioni. Sezioni che rimarranno ma saranno più duttili». Una poltrona per due personalità affini per discrezione e professionalità, ma diverse per passioni cinematografiche e per residenza. Turigliatto vive a Roma dove collabora con Enrico Ghezzi a «Fuori Orario», mentre la D’Agnolo Vallan vive a New York dal 1986, sbarcata negli States grazie alla borsa Fulbright. Sotto la guida di Della Casa, i neo-direttori hanno fatto la fortuna del Festival, componendo le diverse anime dei cinefili torinesi e non. Quindi ci si aspetta una riconferma, anche senza il collante Della Casa, innamorato di b-movies e del cinema italiano, navigando di bolina verso i nuovi linguaggi, nuovi autori e la lettura del cinema del passato con un occhio al cinema di oggi. Quanto alle proiezioni, resteranno sugli schermi delle 11 sale del Pathé del Lingotto, vero pomo della discordia tra i fedelissimi del Reposi e gli innovatori che vogliono vedere il festival crescere e diventare sempre più grande.

«Anche io ero titubante per il trasferimento - dice la D’Agnolo - e le difficoltà ci sono state, per la struttura dispersiva del Lingotto e la lontananza dal centro. Ma la disponibilità di sale e posti consentono più proiezioni». Il lieve calo di spettatori imporrà scelte di marketing più incisive, fondi permettendo. Se la distanza dal centro del Lingotto ha forse scoraggiato qualche spettatore, lo si deve anche alla mancanza di pubblicità del servizio gratuito di navette che accompagnava regolarmente da via Roma a via Nizza. E nel segno della continuità resta Anteprima Spazio Torino (8-12 ottobre), nato 11 anni fa come costola del Film Festival, per offrire una panoramica sul cinema dei giovani registi piemontesi.

Christian Benna

 
 
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