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Torino - 23 maggio 2003
 
 
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10.04.2003 - L'azienda Italia è qui
Il padiglione 1 del Lingotto è già praticamente pronto: e fa un certo effetto vedere quel palco imponente, lungo oltre quaranta metri su cui da domani si alterneranno i big dell´industria e dell´economia italiana. Il fondale è di colore neutro per permettere giochi di luce che saranno diversi a seconda dell´oratore che vi salirà. Ai fianchi ci sono due grandi monitor su cui per tutta la durata dei lavori verranno proiettate le immagini del convegno. Per il pavimento di quella che per due giorni sarà la più grande sala convegni d´Italia è stata scelta moquette blu, mentre le sedie saranno blu e grigie e i drappeggi alle pareti beige. Colori sobri, spiegano gli organizzatori, scelti per evitare qualsiasi confusione con meeting aziendali o congressi di partito.

Si giocherà invece con le luci e con le immagini: è stata allestita un vera sala regia, degna di un set televisivo. Ci saranno monitor ovunque e chilometri di cavi collegheranno il padiglione 1 al padiglione 2 dove è stata allestita la cosiddetta «area social». Una sorta di villaggio dove si alterneranno bar e salette per le riunioni ristrette. Qui sono state allestite la sala stampa (sono attesi almeno 250 giornalisti) e la sala riservatissima, per i vip e gli oratori. Qui è stata costruita un´altra sala convegni, più piccola, 400 posti che domani mattina ospiterà l´incontro riservato ai presidenti e direttori delle associazioni e delle federazioni locali che aderiscono a Confindustria. «L´area social è uno spazio allestito proprio per favorire contatti, chiacchiere, commenti, che sono ingredienti non secondari in questo tipo di manifestazione» spiegano all´Unione industriale. Sempre qui ci saranno gli stand di una quarantina di aziende torinesi e piemontesi che hanno voluto partecipare (e hanno pagato) proprio per mostrare all´Italia, dopo le esagerazioni mediatiche sulla crisi dell´auto degli ultimi mesi, quanto sia solido il tessuto economico e industriale del Piemonte, insieme e oltre la Fiat. L´auto sarà rappresentata dai tre grandi stilisti-carrozzieri (Bertone, Giugiaro e Pininfarina). I «grandi» ci saranno tutti, dalla Ferrero alla Lavazza, dalla Burgo alla Buzzi-Unicem, dalla Skf alla Michelin. Ci saranno le banche (main sponsor è San Paolo Imi), l´industria alimentare e l´informatica, la cosmetica con l´Oreal in prima fila, i trasporti, l´edilizia. Tra gli sponsor ci sono anche i «padroni di casa» di Lingotto Fiere che hanno curato gli allestimenti (su progetto dell´architetto Alessandra Chiti).

E ci sarà, fortemente voluto da Regione e Comune (mentre la Provincia di Torino, «offesa» per non essere stata coinvolta, questa volta non ha dato il suo contributo), il Piemonte turistico e enogastronomico: la Coldiretti con i prodotti provenienti da coltivazioni biologiche, e Slow Food che gestirà tre punti degustazione di vini, formaggi e salumi e stand delle colombe Galup dei cioccolatini Peyrano e delle pastiglie Leone. Di tutto, di più insomma, per allietare gli ospiti e rilanciare l´immagine di Torino. Un´operazione che ha i suoi costi: si parla di circa 1 milione e mezzo di euro che si divideranno equamente Confindustria e Unione Industriale. Ma che dovrebbe concludersi in attivo per la città: nei due giorni sono attesi a Torino tra i 5 e i 6 mila ospiti: calcolando una spesa di circa 500 euro a testa tra albergo, ristoranti taxi e varie alla fine la ricaduta per Torino dovrebbe aggirarsi sui 3 milioni di euro. Per tutti l´organizzazione ha previsto un piccolo omaggio, cioccolatini e un libro di foto di Torino. E gli effetti già si sentono: per due giorni gli alberghi di Torino saranno finalmente pieni (almeno quelli a tre e a quattro stelle). Tutti i big di Confindustria saranno ovviamente al Meridien Lingotto. Stesso discorso riguarderà i ristoranti, che già ieri in molti casi non accettavano più prenotazioni per domani sera. E un superlavoro toccherà anche a questura e carabinieri, impegnati a garantire la sicurezza degli ospiti: un piano speciale è stata concordato nei giorni scorsi in Prefettura.

Marco Trabucco

 
 
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