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Torino - 23 maggio 2003
 
 
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10.04.2003 - "Le chance di Torino automotive"
Il primo passo concreto sarà «la creazione di progetti pilota per far incontrare clienti e produttori creando valore». Carlo Callieri, presidente del Comitato promotore di Torino automotive, la società pubblico/privata che promuoverà il distretto dell´auto, si dice soddisfatto della scelta degli enti locali di finanziare il progetto dando il via all´operazione. Sarà necessaria, avverte Callieri, una fase di progettazione, affidata alla società di consulenza Roland Berger. Sarà quella società a disegnare il sistema di rapporti che legherà le aziende della componentistica in modo da aumentare gli investimenti in ricerca e rendere disponibili quei servizi che piccole unità produttive, per quanto tecnologicamente avanzate, non possono permettersi.

Callieri, intervenuto ieri al convegno della Fiom sul futuro dell´auto, è prudente sugli ulteriori sviluppi di «Torino automotive». «Per il momento - dice - cercheremo di migliorare la competitività del distretto dell´auto torinese. Poi vedremo». Ma quando gli chiedono un giudizio sull´ipotesi che arrivi a Torino un secondo produttore automobilistico oltre alla Fiat, Callieri non lo esclude: «È uno scenario possibile, anzi non è da escludere. Vedo però una difficoltà: nell´area torinese si registra una crescente disaffezione dei giovani verso il lavoro industriale e questo potrebbe essere un serio handicap per chi voglia installarsi in quest´area assumendo numeri considerevoli di dipendenti». Prudenza anche sulla possibilità che, in futuro, la nuova società dell´automotive si integri maggiormente con la Fiat: «Il gruppo del Lingotto - spiega Callieri - partecipa al progetto fornendo il supporto del suo settore di eccellenza, il Centro ricerche, e con alcune aziende della componentistica».

Essendo ancora alla fase embrionale della progettazione, «Torino automotive» non si è ancora posta il problema di una sede per le sue attività. Allo stato attuale non sarebbe nemmeno necessaria, trattandosi di una società nata per mettere in rete e valorizzare un distretto dell´auto che già esiste e che, semmai, ha bisogno di interagire meglio. Ma certamente, se l´iniziativa prenderà piede, potrebbe essere proprio il distretto della componentistica ad occupare gli spazi e i capannoni lasciati liberi dalla Fiat: «Sarebbe una possibilità - ammette Callieri - e credo che potrebbe interessare soprattutto le aziende della fornitura di secondo livello. Penso che una parte dell´area di Mirafiori potrebbe essere utilizzata a questo scopo».

P.G.

 
 
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