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Torino - 28 maggio 2003
 
 
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10.04.2003 - Il progetto Filadelfia cambia un’altra volta
La sovrintendenza ai Beni architettonici pone una serie di vincoli all’insediamento commerciale sotto le arcate dell’ex Moi di via Giordano Bruno e il progetto per ricostruire il Filadelfia, ossia lo storico stadio del Grande Torino, cambia nuovamente. Non nella sostanza, ma nella destinazione dell’area commerciale che in un primo tempo doveva essere inserita all’interno dell’impianto sportivo da recuperare, poi trasferita, in diritti di superficie, sotto quei cimeli dei mercati generali ritenuti dai tutori della memoria artistica e ambientale del Piemonte testimonianza di un’epoca e quindi quasi «intoccabili». Di conseguenza il centro commerciale chiesto da patron Cimminelli, per ora sulla carta, sarà ancora trasferito, probabilmente sul terreno oggi occupato dalle ex Dogane, di proprietà del Demanio. E per chiarire queste novità, il presidente della seconda commissione (Urbanistica e Trasporti) ha convocato per domani alle 18, un summit di maggioranza al quale dovrebbero partecipare i capigruppo dei partiti che sostengono il sindaco con gli assessori al Patrimonio, Paolo Peveraro, e all’Urbanistica, Mario Viano. L’operazione, per dare forza al programma del Club granata che, oltre alla sede del Filadelfia, dopo le Olimpiadi del 2006, avrà anche il Comunale di corso Sebastopoli dove disputerà le gare di campionato e di coppa, dovrà però essere sottoposta ad alcuni passaggi.

Primo fra tutti, l’acquisto da parte del Comune dell’area su cui sorgono le Dogane e la caserma della Guardia di Finanza. Inoltre, l’utilizzo di parte di quello spiazzo di circa 63 mila metri quadrati, potrebbe intrecciarsi con l’ipotesi di costruire la nuova cittadella della Salute, sulla quale il Comune ha già raggiunto l’accordo con la Regione. Il nuovo ospedale e il centro di ricerca, potrebbero essere realizzati su Fiat Avio, a fianco del Lingotto. Ma per farlo, oltre ai costi del passaggio di proprietà delle ex Dogane dal Demanio al Comune, bisognerà superare il problema del nuovo proprietario dei terreni su cui sorgeva lo stabilimento: sarà disponibile a cedere l’area? «Inoltre - osserva Gianguido Passoni, capogruppo dei Comunisti Italiani a Palazzo Civico - la nuova costruzione potrebbe creare problemi al polo espositivo del Lingotto». E prosegue: «Ci sono ancora troppe questioni non chiare, anche nel protocollo d’intesa fra Comune e società granata». Per Domenico Mangone (Margherita) «la riunione di maggioranza sarà utile se consentirà di capire quale sarà la destinazione finale degli ex mercati di via Giordano Bruno e delle Dogane, nella prospettiva di inserire Fiat Avio nel progetto Molinette due». E sulla realizzazione del polo sanitario il capogruppo dei Ds, Beppe Borgogno, chiede che, oltre alla giunta, sia coinvolta anche la maggioranza del Consiglio comunale. «Dopo il summit di venerdì (domani per chi legge, ndr) - dice Borgogno - dovremo avviare un dibattito ordinato e approfondito su una serie di interventi che hanno bisogno di verifica». «Tanto più - precisa Passoni per il Pdci - che quell’area ha sbocco pure su via Nizza, un’arteria già oggi troppo intasata».

Giuseppe Sangiorgio

 
 
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