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Torino - 23 maggio 2003
 
 
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11.04.2003 - Industria e politica discutono il caso-Torino
Ventisettemila metri occupati, un chilometro di svolgimento, due padiglioni di Lingotto Fiere utilizzati, settemila partecipanti, centocinquanta giornalisti, oratori di rilievo: Berlusconi e D’Amato, Fini e D’Alema, Agnelli e Tronchetti Provera, Pezzotta e Monti e poi ministri, imprenditori, politici, commissari europei, amministratori locali. Il convegno della Piccola Industria di Confindustria - «Competitività e sviluppo, il ruolo dell’Europa, le sfide dell’Italia» che si inizia nel pomeriggio con l’intervento del sindaco Chiamparino - ha i contorni faraonici dell’evento mediatico nello stile della segreteria D’Amato.

L’allestimento è molto elegante nei colori classici blu e grigio che si ripetono nelle sedie e nella moquette. Nella sala grande con 3500 posti è stato montato un mega palco di 40 metri. Massiccio l’uso di luci e tecnologie con due maxischermi a fianco del palco, altri due a metà sala e decine di monitor sparsi nelle sale adiacenti.

La cosiddetta «area social» allestita accanto alla sala del convegno è uno spazio riservato agli incontri, alle chiacchiere al bar, costellata da salotti e punti di ristoro. Ma la vera attrattiva dell’area social sono gli stand di oltre quaranta aziende torinesi e piemontesi, dai carrozzieri all’informatica, dagli alimentari ai cosmetici, dalla plastica ai trasporti, che tutte insieme formano il complesso e articolato volto del sistema industriale torinese e regionale fatto di metalmeccanica, ma anche di nicchie golose e ormai sempre più apprezzate. Sono le aziende che hanno contribuito - con il San Paolo Imi nel ruolo forte - a sobbarcarsi il costo non indifferente dell’evento, un milione e mezzo di euro ripartiti a metà tra Confindustria e Unione Industriale.

Molto bello lo stand dell’Unione torinese che ripercorre la storia di quella che è stata la prima associazione imprenditoriale italiana ormai vicina al secolo di vita. Altre aziende, come quella del presidente di Piccola Industria di Torino, Ruggero Lenti, hanno esposto macchinari e strumenti di lavoro, in questo caso una antica affettatrice rossa. Nell’area non mancheranno ovviamente tutte le golosità che hanno reso famosa Torino, dai cioccolatini alle colombe, dalle pastiglie di zucchero colorate ai vini, ai formaggi e salumi; tutto in libera degustazione. Stamattina ci sarà la riunione della consulta della Confindustria con D’Amato e oltre 400 partecipanti che si terrà sempre a Lingotto in una apposita sala.

E stasera è prevista la cena d’onore a Palazzo Reale dai toni volutamente sobri a causa della guerra. Non sarà una festa, ma una cena ufficiale riservata sostanzialmente al mondo confindustriale e alle autorità cittadine e regionali che ha avuto in fase organizzativa un qualche problema di capienza. Saranno in tutto circa quattrocento persone che tra fiaccole e guide rosse consumeranno un cena tipica piemontese realizzata da Guido di Costigliole. E in concomitanza con la cena la Fiom ha organizzato un presidio davanti a Palazzo Reale, con la proiezione sugli edifici di piazza Castello del film «Senza Fiato» girato da un gruppo di registi torinesi sulle lotte dei lavoratori Fiat. Anche domani mattina ci sarà una manifestazione, questa volta a Lingotto promossa dai Comitati per il sì al referendum sull’articolo 18.

Marina Cassi

 
 
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