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Torino - 20 maggio 2003
 
 
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11.04.2003 - «Musei nei parcheggi sotterranei»
L’obiettivo (dichiarato) era quello di «stanare» il professor Carlo Olmo: «E’ il city architect di Torino oltre che il nostro preside. Gli porremo la domanda diretta per sapere che cosa pensa dei parcheggi sotterranei di piazza San Carlo e piazza Vittorio visto che finora non lo ha mai fatto, magari proprio per non entrare in polemica con il sindaco Chiamparino». Nel «dibattito-trappola» organizzato dagli studenti della lista «Alternative-Cantieri di sinistra» di Architettura (ore 13,15 di ieri, sala Audiovisivi) il professor Olmo non è caduto. Dopo essersi scusato con loro spiegando che aveva «un impegno urgente dettato da problemi di famiglia» non ha partecipato alla discussione. Raggiunto via cavo non ha speso troppe parole: «Parlo soltanto degli argomenti che padroneggio, la questione del parcheggio è legata ai traporti e alla mobilità. Questo è tutto fuorché una materia di mia competenza». E così, mentre l’elenco di intellettuali che firmano contro il parcheggio di piazza San Carlo varca i confini piemontesi (è di pochi giorni fa «l’autografo» del cantautore Roberto Vecchioni) l’operazione «mobilitiamoci contro le ruspe in centro» arruola giovani volontari come questi studenti di architettura. Al loro dibattito ieri ha partecipato l’«altra preside» Vera Comoli (II facoltà), che ha elaborato per il Comune uno studio sulla storia del sottosuolo di quell’area, parecchi ambientalisti e l’immancabile ex-assessore Hutter. Vera Comoli si è dichiarata - a differenza della platea che aveva di fronte - assolutamente neutrale sull’argomento «scavare o non scavare» in piazza San Carlo.

Dopo aver illustrato nei dettagli lo studio che ha redatto insieme con il professor Luciano Re per il Comune - e che ha rivelato la presenza di un magnifico bastione cinquecentesco all’altezza di via Santa Teresa - l’esperta ha lanciato una proposta: quella di creare itineari turistico-archeologici all’interno dei parcheggi sotterranei. «Un modo perchè queste strutture vengano valorizzate, e non siano intese soltanto come un posto, magari anche poco rassicurante, dove lasciare l’auto». Comoli ha poi aggiunto - commentando le dichiarazioni di Renzo Piano rilasciate al nostro giornale che definivano i parcheggi sotterranei «una scelta superata» - che «esistono due scuole di pensiero, quella della Mitteleuropa del Nord che non li fa, e quella mediterranea che comprende città come Barcellona, Lione e Torino, che sceglie di scavare anche nel centro-città». Di fronte a lei professori (della stessa facoltà) come Carlo Socco e Attilia Peano e il decano degli architetti Franco Lombardi che non la pensavano esattamente come la preside, anzi, hanno colto l’occasione per lanciarsi pure contro progetti come piazza d’Armi «che nel futuro riassetto dovrà rinunciare alla piscina olimpica» e «un piano del traffico che fa acqua da tutte le parti». I rappresentanti di «Italia nostra» invece, nelle persone di Roberto Lombardi ed Emilio Soave hanno sottolineato una propria vittoria: «Come abbiamo visto, la mobilitazione di opinione pubblica contro il parcheggio non è stata inutile dal momento che ha già prodotto l’impegno parziale, da parte dell’amministrazione, di evitare l’idea di nuove rampe a ridosso della piazza, se non addirittura ai lati delle Chiese». E hanno aggiunto: «Resta comunque da risolvere sia il problema della collocazione delle griglie, sia lo studio approfondito della viabilità in area centrale, preliminare a qualsiasi scelta in ambito di parcheggi, fatta salva una seria programmazione urbana».

Emanuela Minucci

 
 
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