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Torino - 25 aprile 2003
 
 
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14.04.2003 - Maratona, festa grande
Elegante, determinato, sorridente, la mano alzata a salutare il pubblico, la canottiera giallo-verde della «fiamme gialle» fradicia di sudore e dell´acqua degli spugnaggi. Così, sotto un sole caldissimo, annunciato da un «vola Daniele» e «grazie Daniele» dello speaker, il rombo dell´elicottero della Rai sulla testa, due ali di folla entusiasta che lo applaudivano, Daniele Caimmi ha tagliato il traguardo in 2h10´8". Caimmi è volato al trentesimo chilometro, lasciandosi alle spalle i crampi, Ottavio Andriani delle «fiamme oro» (staccato di un minuto e 45"), e, soprattutto, i temutissimi atleti africani. La piazza d´onore, infatti, è andata all´etiope Moges Tayo, giunto non più fresco al traguardo con un ritardo enorme per un maratoneta del suo calibro: 2 minuti e 46 secondi. «Sono partito per fare un grande tempo - ha commentato, ancora ansimante, Caimmi - ho dovuto combattere coi crampi provocati dal gran caldo. Ma, alla fine, ce l´ho fatta. E il risultato di oggi è una grande speranza per gli italiani ai prossimi Mondiali di Parigi». L´Oscar della sfortuna è andato a Fabio Rinaldi: al primo rifornimento del quinto chilometro, ha calpestato una bottiglia che l´ha costretto a un brutto movimento dal quale è scaturito un risentimento muscolare all´adduttore della gamba destra che ne ha compromesso l´intera gara. Anche nella maratona al femminile si è riproposto lo schema dei maschi: doppietta delle atlete bianche davanti a una africana. La prima donna che, anziché tagliare il nastro (inavvertitamente sollevato dalla slalomista Daniela Ceccarelli e dal vicepresidente Toroc Evelina Crhistillin), ci è passata sotto, è stata la norvegese Stine Larsen, vigile del fuoco, che ha mancato di un soffio il record di gara, con il tempo di 2h27´12". Dietro di lei, l´italiana Maura Viceconte (2h29´13"), che non ha realizzato il sogno di vincere sulle strade della sua città. E, poi, solo al terzo, la keniota Margaret Atodonyang in 2h32´19".

Per nulla amareggiata l´atleta italiana. «Sono felicissima - ha detto la Viceconte - a soli 40 giorni dalla maratona di Napoli, non avere superato le due ore e mezza (tenuto conto che siamo all´inizio della stagione), è un risultato discreto». A percorrere i 42 chilometri c´erano, ieri, anche i disabili, accucciati su carrozzelle da corsa sospinte da autentiche turbo-braccia: primo di questa categoria, Enzo Masiello. La Turin Marathon 2003 che ha battuto il record delle iscrizioni non è stata solo all´insegna dell´agonismo. Ma, prima di tutto, una manifestazione popolare. Migliaia di persone si sono riversate sulle strade in tutti i comuni della cintura tagliati dalla Turin Marathon (Nichelino, Orbassano, Rivoli, Grugliasco), per applaudire e incitare i top-runners. A Torino, in via Ventimiglia, una «carica» di 3 mila e 500 bambini reclutati dalla direzione didattica regionale ha cavalcato l´ultimo dei 42 chilometri dedicato al trofeo Topolino. Ma la Turin Marathon è stata anche politica. «Il Palavela come arrivo e partenza della maratona - ha detto Evelina Christillin - è anche simbolo delle Olimpiadi invernali con l´impianto per il pattinaggio artistico».

Fra i politici che lo sport non solo lo sostengono, ma lo praticano in pantaloncini e maglietta, c´erano, per la dieci chilometri, anche il sindaco Sergio Chiamparino e l´assessore alla Sport Renato Montabone, «partiti e arrivati insieme, proprio come in politica». Chi la corsa la sta facendo, invece, solo in politica, è l´assessore regionale al Turismo Ettore Racchelli: «Quando mi sono insediato - ha detto - in Piemonte c´era un flusso di 8 milioni di turisti. La mia maratona è di farli crescere a 12. Manifestazioni come queste che portano in tutto il mondo l´immagine di Torino in una cornice di festa e cultura, aiutano il turismo». Per l´olimpionica di Salt Lake City Daniela Ceccarelli (che dalla Valsusa vede «crescere le Olimpiadi giorno per giorno»), «manifestazioni come la Turin Marathon avvicinano sempre più la città a Torino 2006». Tredici aprile, tredicesima edizione, tredicesima maratona dell´anno in Italia. Nessun numero diverso dal 13 poteva essere di migliore auspicio.

Alberto Custodero

 
 
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