contatti english version Associazione Chiamparino.wav
 
Torino Internazionale  


 
 
Torino - 28 luglio 2003
 
 
Sistema Internazionale
Governo metropolitano
Formazione e ricerca
Imprenditorialità e occupazione
Cultura,Turismo,Commercio e Sport
Qualità urbana
Tamtam
Eco dalle città
Calendario
Associazione
 
 
 
home | Imprenditorialità e occupazione | Rassegna stampa
 
 
 
 
13.04.2003 - Il sabato dell'ottimismo
«Mirafiori resterà il cuore, il cervello pensante, di tutto il nostro sistema auto: non solo per produzioni, ma per le attività di ricerca, di progetto, di sperimentazione, di stile». Scandisce bene le parole, il presidente della Fiat Umberto Agnelli: dal palco del Centro fiere del Lingotto di fronte ad una platea di 5 mila imprenditori, banchieri e politici radunati per l´atto conclusivo del convegno della Confindustria, lancia quel segnale che in molti, a cominciare dal sindaco Sergio Chiamparino, avevano sollecitato nei giorni scorsi ai nuovi vertici del Gruppo. Agnelli, successivamente, dirà che spetta a Giancarlo Boschetti, numero uno di Fiat auto, la decisioni sulla produzione a Mirafiori della nuova Punto. Ma agli ospiti del Lingotto promette che il rapporto tra la Fiat e Torino non si romperà. E lo fa con voce ferma. Che s´inclina soltanto quando ricorda (tra gli applausi) che l´ultimo intervento pubblico del fratello Gianni ad un summit di Confindustria avvenne proprio al Lingotto nel marzo di otto anni fa. Quasi a riconfermare l´impegno dell´azienda nella città, Umberto Agnelli rivendica l´orgoglio della tradizione Fiat: «Produciamo automobili, veicoli industriali, trattori agricoli, e macchine per movimento terra. È stata la nostra storia, sarà il nostro futuro» dice. Nell´analisi non dimentica che «la crisi e la ristrutturazione di Fiat auto hanno avuto purtroppo anche pesanti ripercussioni sul piano sociale qui a Torino. Una crisi sentita da tutto il sistema economico della città, della provincia, della regione mettendo molte persone a rischio di disoccupazione per carenza di flessibilità». Il presidente della Fiat apprezza «il notevole sforzo dei tre enti per la riqualificazione e la formazione dei lavoratori». E nell´atto di fiducia che manifesta al pubblico Umberto Agnelli vede l´uscita dal tunnel, seppur non immediata: «Il 2004 sarà l´anno dell´inversione di tendenza mentre quello in corso sarà un 'duro anno di cerniera´. Con la collaborazione di tutti - imprenditori, mondo finanziario, istituzioni, forze sociali - supereremo i momenti duri restituendo a Torino il suo ruolo di primattore sulla scena industriale».

Il messaggio, è apprezzato dal presidente regionale Enzo Ghigo, che già prima dell´intervento di Agnelli aveva sostenuto che la crisi della Fiat «è superata o, per lo meno, ci sono tutti i presupposti perché venga superata Negli ultimi mesi qualcuno ha voluto frettolosamente fare coincidere il periodo di difficoltà della Fiat con una sorte di abdicazione al ruolo guida che, per oltre un secolo, la Fiat, Torino e il Piemonte hanno avuto nel settore automobilistico e in quello industriale italiano. Ma non è stato così e non sarà cosi». Ghigo aveva anche ricordato gli sforzi per far nascere la società «Management company» (cuore del distretto dell´auto), per aumentare la competitività nel settore automotive: «Da sempre l´industria automobilistica piemontese non è solo Fiat». Le successive promesse di Agnelli sul ruolo di Mirafiori rincuorano Ghigo: «Una frase non di maniera ma di sostanza - dice - conferma quanto sia motivato nel rilancio dell´azienda. C´è un clima nuovo in questa città, che è molto cambiata rispetto a logori luoghi comuni. Torino non è solo Fiat, da tempo».

Anche Andrea Pininfarina, presidente dell´Unione industriale, è rimasto impressionato positivamente dalle parole di Umberto Agnelli: «È la conferma pubblica di quanto già sapevamo. È importante la grande motivazione per combattere la sfida, il desiderio di mettersi in gioco per vincere la competizione sul fronte della ricerca, dell´innovazione e dello sviluppo. E come sosteniamo da tempo, nella partita, è fondamentale la parte della formazione, delle qualità delle risorse umane».

La due giorni della Confindustria non ha lanciato soltanto messaggi di fiducia per il futuro della Fiat. I protagonisti del convegno hanno assicurato prospettive positive, soprattutto all´indomani del protocollo d´intesa tra Regione e governo, per l´infrastruttura più attesa, la linea ferroviaria veloce Torino-Lione, «opera di respiro europeo», come ha ricordato Ghigo. «Garantisco l´impegno primario dell´esecutivo - ha promesso Silvio Berlusconi - C´è la certezza, attraverso i fondi strutturali di poter dare il via a tutto il corridoio 5, che si deve estendere da una parte verso Lisbona e dall´altra verso l´Europa dell´Est, di cui la Torino Lione è una parte fondamentale. Ma resta decisiva la scelta che farà nei prossimi mesi la Francia».

Gino Li Veli

 
 
 ©2002. Tutti i diritti sono riservati.