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Torino - 20 maggio 2003
 
 
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13.04.2003 - Dalle banche europee un aiuto per la Torino-Lione
La colazione al Meridien, alla fine del convegno della Confindustria, è stata l’occasione per un nuovo pressing da parte degli imprenditori piemontesi (tra cui Umberto Agnelli) e del presidente della Regione Ghigo su Berlusconi per ottenere il massimo impegno possibile sull’alta velocità Torino-Lione. E il presidente del Consiglio ha chiesto a Sergio Pininfarina di preparargli una nota che gli potrà essere utile quando incontrerà il collega francese Raffarin, cui ricorderà gli impegni presi da Chirac con l’Italia. Si rafforza, e se ne è parlato alla colazione a cui ha partecipato anche Rainer Stefano Masera, l’ipotesi di un ruolo del Sanpaolo Imi come promotore e catalizzatore di interventi finanziari di banche, tra cui la Banca centrale europea, per ridurre lo sforzo finanziario dei due Paesi.

Spiega Ghigo: «Berlusconi ha ben presente l’importanza dell’opera e ci ha spiegato che i francesi sono poco convincibili perché hanno in mente un asse Parigi-Strasburgo; tra le scuse che accampano c’è quella dell’eccessivo costo della Torino-Lione. Ecco allora che un intervento delle banche potrebbe spuntare in parte questa obiezione. E’ chiaro che se su ciascun governo ricadesse l’onore di finanziare il 25 per cento del totale la scusa economica diventerebbe meno plausibile». Ghigo anche nell’intervento durante il convegno aveva parlato dell’Alta Velocità come di una necessità ineludibile. E a margine dei lavori aveva confidato che c’è pochissimo tempo a disposizione dicendo che «se a giugno la Francia vota per la Parigi-Strasburgo non c’è più trippa per gatti» e aggiungendo che «non avere quel collegamento per il sistema industriale italiano sarebbe un disastro».

Sul tema delle infrastrutture - sollevato con forza venerdì allo stesso convegno anche dal sindaco Chiamparino - Ghigo è tornato più volte. Ha detto: «Il governo ha fatto sforzi significativi per far diventare il Piemonte il nodo da cui partono i potenziamenti delle reti viarie. Ma non può mancare la Torino-Lione». E aggiunto: «Da qui rilancio un appello affinché il governo francese creda in questa opera di largo respiro europeo come già con forza ribadito dal Capo dello Stato, dal presidente del Consiglio e dal presidente della Commissione europea». Ghigo, molto attento a dare una immagine positiva e proiettata nel futuro della regione e del suo capoluogo, sulla Fiat ha speso parole rassicuranti: «La crisi è superata o, per lo meno, ci sono i presupposti perché venga superata. E questo è un motivo di particolare soddisfazione anche per l’impegno profuso dalle amministrazioni locali. Insieme abbiamo governato la crisi, studiando le possibili soluzioni. E dati ci premiano: l’ occupazione in Piemonte è cresciuta del 2,4%, con un tasso superiore forse ad ogni altra regione italiana».

Non poteva mancare da parte del presidente della conferenza dei presidenti delle Regioni una riflessione sul disegno di legge di riforma del titolo V della Costituzione; per Ghigo si tratta di «un atto di coraggio da parte del governo, che ha aperto una stagione di confronto serrato». Ha proseguito: «Le Regioni aspettano di essere coinvolte in questa svolta epocale, non fosse altro per il fatto che sono e saranno i principali destinatari delle riforme. Bisogna fare delle scelte sopra le parti per una vera fase costituente andando oltre alle mere scelte dei partiti per riuscire a rendere il nostro Paese veramente competitivo». E non si è risparmiato una polemica seppur senza destinatario esplicito: «Questo sentimento c’è veramente in molti uomini di responsabilità politica anche se non in tutti». A margine del dibattito ha ironizzato sulla proposta leghista delle vicecapitali dicendo: «Credo che si tratti di una battuta». Sul tema delle infrastrutture si è soffermato anche il presidente della Federpiemonte, Savino Rizzio, che ha inoltre ricordato la necessità che si sostengano in Europa le ragioni e le necessità competitive delle grandi regioni industriali.

Marina Cassi

 
 
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