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Torino - 23 maggio 2003
 
 
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12.04.2003 - "C´è lo spirito per reagire"
«Torino sta affrontando da anni le sfide del processo di modernizzazione e sta dimostrando con risorse e fatti concreti di sapersi opporre alle profezie sull´inarrestabile declino» dice il sindaco Sergio Chiamparino nel saluto che dà il via alla kermesse di due giorni. Subito dopo, Andrea Pininfarina, leader degli imprenditori subalpini, aggiunge un tocco in più, alla presentazione di Torino ad uso e consumo del parterre de roi convenuto al Lingotto per il convegno nazionale di Confindustria su competitività e sviluppo. «L´opinione pubblica nazionale - spiega - tende spesso a sottovalutare i fenomeni che stanno prendendo corpo a Torino e che riguardano in primo luogo l´industria. Se ne dà una lettura fuorviante, enfatizzando ciò che si starebbe perdendo, senza considerare il potenziale di sviluppo per il quale sono impegnate le componenti del sistema locale».

È una città vitale, nonostante le difficoltà legate alla crisi della grande impresa, che ha smesso di piangersi addosso quella che presentano Chiamparino e Pininfarina, orgogliosi di accogliere l´evento. «La scelta è un riconoscimento del ruolo del 'sistema Torino e Piemonte´ nel panorama nazionale - spiega il sindaco - È un fatto importante perché giunge in un momento di difficoltà nel settore dell´auto. Ma Torino ha uno spirito reattivo messo in mostra in varie occasioni, come nella grande partecipazione popolare ai funerali dell´Avvocato» (e immediatamente scatta l´applauso della platea, n.dr.). Ma la mentalità positiva che il sindaco rivendica (ricordando anche la fondamentale cooperazione con le altre istituzioni per i Giochi Olimpici del 2006, il decollo di progetti innovativi come il Distretto dell´auto e Torino Wireless) deve essere accompagnato da altri segnali. «Segnali - aggiunge Chiamparino - che devono far capire che Torino e il Piemonte sono protagonisti della modernizzazione del Paese».

Il primo riguarda il ruolo di Mirafiori. «L´auto è una risorsa nazionale che non va spezzettata e dispersa - sostiene il sindaco - Abbiamo affermato per primi la necessità di non chiudere Termini Imerese. Con altrettanta determinazione oggi diciamo che il baricentro non solo simbolico del sistema auto italiano è legato alla centralità produttiva di Mirafiori». Un altro segnale concreto, Chiamparino lo sollecita per l´Alta Velocità, dopo aver mostrato apprezzamento per il governo di centrosinistra che aveva sbloccato la linea veloce Torino-Milano e quello in carica che ha dato il via ai lavori. Ma di fronte allo stallo per la Torino-Lione, Chiamparino chiede un´azione forte del governo per il collegamento dal capoluogo piemontese verso la Francia durante il semestre italiano della presidenza europea, che scatta il primo luglio. Il terzo atto concreto Chiamparino lo individua (ottenendo un altro applauso, forse più caloroso del precedente) sulla questione Rai: «È una partita che non si può giocare solo tra Roma e Milano ma che deve vedere protagonista anche Torino».

Una città, ricorda poco dopo Pininfarina, che sta subendo una profonda trasformazione. A conforto della tesi cita alcuni dati. «All´inizio degli anni Ottanta, il 60 per cento dei lavoratori torinesi era occupato nell´industria e il 35 per cento nei servizi. A distanza di vent´anni, le percentuali si sono capovolte. Il terziario dà lavoro a più del 60 per cento degli addetti. È diventato il settore prevalente dal punto di vista occupazionale ed ha generato una notevole spinta nello sviluppo economico, portando il tasso di disoccupazione dall´11 per cento del '97 al 6 per cento di oggi». Ma qual è il nuovo identikit della città proposto al gotha politico e industriale nell´ex fabbrica del Lingotto? «Nonostante i mutamenti e benché smagrita, l´industria - spiega Pininfarina - rimane il centro, il motore dell´economia torinese. Con una presenza, in termini di valore aggiunto pari al 32 per cento, superiore alla media (20 per cento) delle aree industrializzate del continente. I motivi di questa centralità sono tanti. Il più importante è rappresentato dalla capacità dell´industria di produrre e trasferire continuamente innovazione e conoscenze su tutto il sistema economico. Proprio questa capacità è il punto di forza che ha consentito in questi anni alla nostra area di superare anche le crisi più intense».

Gino Li Veli

 
 
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