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Torino - 4 maggio 2003
 
 
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15.04.2003 - Alta velocità, spunta l'ipotesi della sovrattassa sui pedaggi
«Se i francesi dovessero dire no all’alta velocità fra Torino er Lione, il governo italiano potrebbe fare da solo». Lo annuncia il vice ministro alle Infrastrutture, Ugo Martinat, a Palazzo Civico, durante il confronto con il sindaco Sergio Chiamparino organizzato dall’Associazione degli ex consiglieri comunali sulle prospettive del settore, alla luce degli ultimi avvenimenti e del giudizio negativo sulla convenienza dell’operazione rilascato dall’Audit d’Oltralpe al governo di Parigi. Con quali strumenti Roma potrebbe «pensarci da sola»?. Spiega Martinat: «Per le autostrade esiste un fondo di garanzia che, potenziato con un rincaro dei pedaggi sulla rete di 10-15 centesimi di euro, potrebbe servire per un analogo strumento, sempre di garanzia, per finanziare le spese di un’eventuale nuova società, ossia la Torino-Lione spa, che, a quel punto, potrebbe realizzare l’alta velocità fra i due paesi». Tutto ciò, sia chiaro, se Parigi casserà la tratta italiana da un progetto destinato a collegare la penisola Iberica all’Est dell’Europa.

Un progetto che complessivamente dovrebbe costare 13,5 miliardi di euro, dei quali circa nove a carico dei francesi e 4,5 degli italiani, a causa delle maggiori distanze fra Lione e la frontiera rispetto al tratto fra Bussoleno e Torino, mentre il costo del tunnel sarebbe paritario ed otterrebbe un contributo del 20 per cento da parte dell’Unione di Bruxelles. Ma, come spiega il sindaco Sergio Chiamparino, «tutti auspichiamo che Parigi segua i suggerimenti dell’Ue e che, di conseguenza, non si fermi alle indicazioni tecniche dell’Audit, ma scelga l’opzione politica, collegando il Sud dell’Europa all’Ovest e all’Est, in modo da non isolare il nostro paese». Per perorare la causa, Chiamparino e i presidenti di «Transpadana», Ombretta Colli e Innocenzo Cipolletta, hanno chiesto che il Parlamento francese, il 13 e il 21 maggio, prima di decidere, li ascolti. E chiarisce: «I problemi connessi con la gronda per collegare i binari dell’alta capacità ferroviaria da Chivasso a Torino, sono in fase di soluzione».

Il vice ministro aggiunge: «Certo, esistono ancora nodi da sciogliere, ma oggi possiamo dire di essere in grado di procedere: entro giugno per il tratto Novara-Milano che potrebbe essere pronto nel 2007, poi partiremo con il Milano-Verona (con la previsione di inaugurarlo nel 2008). Sempre entro giugno verrà sbloccato il progetto di collegamento fra Novara e Genova in modo da dare sbocco alle merci anche verso un porto che, in prospettiva, potrebbe primeggiare in Europa. Ed entro un anno apriremo tutti i cantieri da Bussoleno a Venezia». La costruzione dell’asse ad alta capicità ferroviaria attraverso le Alpi converrebbe anche a Parigi, perché eviterebbe che 40 mila di tonnellate di scambio merci l’anno (quattromila tir ogni giorno) attraversino i confini, inquinando, ovviamente non solo la valle di Susa, ma anche il territorio amministrato da Parigi.

Giuseppe Sangiorgio

 
 
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