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16.04.2003 - La «Torino barocca» riparte dal recupero della Cavallerizza
Il Museo d’Arte Antica si estenderà da Palazzo Madama alla Cavallerizza, all’interno di un’isola pedonale che oltre alle scuderie reali restaurate comprenderà parte di piazza Castello e i Giardini Reali, con una nuova via aperta abbattendo il muro che attualmente chiude piazza Molino accanto al teatro Regio. Un progetto ambizioso reso possibile alle 18,30 di ieri dal protocollo d’intesa siglato dal sottosegretario alle Finanze, Maria Teresa Armosino, e dal sindaco Sergio Chiamparino, che ora consentirà al Comune di partire con l’operazione di recupero di questo prestigioso quartiere barocco, da decenni in attesa di semaforo verde. La firma apposta sotto il documento consentirà di valorizzare quei 33 mila metri quadrati inseriti negli isolati Santa Lucia e San Gaudenzio, fra via Rossini e il teatro Regio, lungo via Verdi da un lato e con vista sui Giardini Reali dall’altro. La Cavallerizza, dunque. Un borgo che quasi 30 anni fa, sindaco Diego Novelli, il Comune voleva riportare all’antico decoro e che dal 1995 era in parte affidato in concessione agli amministratori di Palazzo Civico. Uno scorcio di città lasciato per troppo tempo (almeno fino a metà Anni 90) a sè, tant’è vero che fu necessario l’intervento della Sovrintendenza per impedire che in quelle caserme e nel posteggio per mezzi dell’esercito, continuasse il lavaggio delle auto. Al fianco del sindaco, in Sala delle Congregazioni, ieri c’erano il rettore dell’Università, Rinaldo Bertolino, gli assessori al Patrimonio, Paolo Peveraro, e alla Cultura, Fiorenzo Alfieri, oltre ai funzionari che si sono occupati dell’operazione (da Renato Cigliuti a Carlo Viano) e con il sottosegretario alle Finanze, la direttrice dell’Agenzia del Demanio, Elisabetta Spitz.

Soddisfatto il Rettore: «Finalmente avremo un’aula magna di prestigio». E gli assessori: «Con l’operazione, questi beni, che un tempo furono della Corona, avranno un notevole incremento di valore, grazie alla riqualificazione dell’intera area e degli edifici, che, come detto, conterranno l’estensione del Museo d’Arte Antica e l’aula magna dell’Università che verrà realizzata all’interno dei circa 900 metri quadri del Maneggio Chiablese» Il demanio valorizzerà, tramite il ministero, tutti gli immobili (beni non alienabili) di proprietà dello Stato, a patto che siano di «eccezionale valore storico». Il Comune lascerà all’Università il maneggio Chiablese, che, oltre all’aula magna, ospiterà uffici di alta rappresentanza dell’Ateneo. L’ipotesi di lavoro prevede la destinazione dei piani terra alla Cultura, all’Artigianato e al Commercio di qualità, mantenendo quelli superiori ad eventuali residenze e sedi di rappresentanza. Le ampie superfici coperte potranno essere restaurate e destinate a un uso pubblico di eccellenza. Sempre ieri, Palazzo Madama ha fatto l’en plein: la giunta, su proposta dell’assessore Fiorenzo Alfieri, ha approvato lo stanziamento di 9 milioni di euro per completare l’allestimento dei saloni che ospiteranno parte del Museo d’Arte Antica che, come detto, entrerà in sinergia con l’esposizione di cimeli alla Cavallerizza, non appena sarà concluso il restyling anche di quel vecchio Borgo. Si tratta dell’ultimo atto di un restauro che va avanti da oltre dieci anni e che riporterà all’intera riapertura del Palazzo entro il 2006. Oggi, infine, negli uffici dell’assessore al Patrimonio, Paolo Peveraro, s’incontrerà il gruppo di lavoro Comune-Demanio per definire il passaggio dallo Stato alla civica amministrazione delle ex carceri Nuove, del Palazzo del Lavoro, dell’ex Opificio e della caserma Cavalli.

Giuseppe Sangiorgio

 
 
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