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16.04.2003 - Un museo high-tech a Palazzo Madama
Quarantacinque tavole, frutto di cinque anni di lavoro, contengono il disegno del futuro Museo di arte antica di Palazzo Madama. Insieme formano il progetto preliminare per il riallestimento delle sale, approvato ieri mattina dalla giunta comunale su proposta dell´assessore Alfieri. Per restituire entro il 2006 ai torinesi un´istituzione tra le più preziose, chiusa al pubblico dal 1988, le cui collezioni assommano a 36mila pezzi, dall´antichità al barocco, il Comune ha stanziato nove milioni di euro.

Sembra dunque giunta a una svolta la storia di questo restauro infinito, che ha subito negli anni diverse interruzioni: ne è convinto l´architetto Carlo Viano, a cui nel 1997 è stata affidata la direzione dei lavori e che con la responsabile del museo Enrica Pagella ha ideato il nuovo percorso di visita, ormai definito anche nei particolari. Percorso realizzato con la consulenza del Politecnico.

Uno dei punti forti dell´allestimento è la cosiddetta "Torre dei tesori", ovvero la torre medievale sud trasformata in una sorta di scrigno per accogliere su vari livelli le "perle" del museo, dai gioielli di arte ostrogota e tardo romana appartenenti al Tesoro di Desana, al Codice delle "Heures de Turin-Milan" miniato dal Jan van Eyck, al celebre "Ritratto d´uomo" di Antonello da Messina.

Al nuovo museo si accede dal piano terreno, dove sarà allestita l´area per l´accoglienza. Il percorso si articola poi su vari piani, raggiungibili dalla torre medievale a est, che rappresenta una sorta di punto di snodo che permette di raggiungere le varie sezioni. Nell´interrato trovano posto le opere più antiche, tra queste il lapidarium medievale, con le pietre e i capitelli di epoca romanica, come quelli del XII secolo provenienti dalla chiesa di Sant´Orso di Aosta. Il piano terreno presenta invece le collezioni gotiche e rinascimentali: sculture e dipinti, dal gruppo ligneo che raffigura il "Compianto su Cristo morto", opera del Maestro della Val Vigezzo, ai dipinti di Defendente e Gaudenzio Ferrari e di Gandolfino da Roreto, agli arredi lignei, come il coro proveniente dall´Abbazia di Staffarda.

Al piano terreno verrà allestito anche un bookshop, mentre la caffetteria sarà al primo piano, nell´ala verso la prefettura. In quello stesso piano, intorno alla Sala del Senato, destinata alle mostre temporanee, si delineerà un percorso per ammirare i capolavori del Sei e Settecento: «In questo settore i segni dell´allestimento saranno più visibili: ma si tratterà di interventi reversibili, in vista anche di futuri mutamenti», dice Viano. Sarà invece più rispettoso del passato il secondo piano, in cui troveranno posto le collezioni di arti applicate: ceramiche, avori, bronzi, vetri dipinti, medaglie, tessuti e paramenti antichi: «In questo settore terremo conto dell´allestimento storico ideato negli anni Trenta dall´allora direttore Vittorio Viale, facendo però ricorso ad apporti tecnologici sofisticati – continua Viano. – Rifaremo i serramenti ma anche le pellicole che assorbono i raggi infrarossi, per impedire il deterioramento dei pezzi. Con gli esperti del Politecnico, stiamo anche mettendo a punto un avveniristico progetto per l´illuminazione».

Entro giugno i dipendenti lasceranno gli uffici di Palazzo Madama, che sarà trasformato in un immenso cantiere: dovrà infatti partire il restauro di tutti gli apparati decorativi del primo piano e del Salone del Senato. Tutti i lavori, compresi quelli per l´adeguamento e la messa a norma degli impianti, termineranno nell´ottobre 2005: «Speriamo di riuscire ad aprire alcune parti del museo per le Olimpiadi - conclude Viano. – Il recupero dell´edificio sarà però completato solo entro l´estate del 2006».

Marina Paglieri

 
 
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