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16.04.2003 - Torino sarà la patria dei designer dell'auto
Vogliono che Torino «diventi la patria della creatività e del designer». E hanno chiaro lo strumento: si chiama «Stile italiano giovani» ed è il concorso internazionale per giovani talenti nel campo del design automobilistico. Dice Lorenza Pininfarina, presidente dell´Anfia, l´associazione che riunisce i carrozzieri italiani: «L´anno scorso, alla terza edizione, abbiamo ricevuto oltre 400 lavori da 41 Paesi diversi. Una buona base di partenza. Ma ora vogliamo fare di più». Le fa eco Enrico Saroldi, responsabile della comunicazione: «Ci sono tutte le condizioni per riuscirvi: innanzitutto questo è uno dei pochi concorsi non organizzati dai produttori d´auto. E nonostante finora ci si sia affidati a un lavoro artigianale, abbiamo ottenuto riscontri impensati. Però adesso servono una struttura adeguata e una campagna promozionale all´altezza».

Per questo sono stati mossi i primi passi. Innanzitutto in Regione. La speranza è di riuscire a coinvolgere nel progetto tutti quanti hanno aderito a «Torino automotive». Anzi, nel 2004, «Stile italiano giovani» potrebbe diventare la manifestazione del neonato distretto dell´auto. Già, il distretto. Ecco l´altra sfida dell´Anfia: partecipare a pieno titolo a «Torino automotive». In fondo, la maggior parte delle 22 aziende iscritte (10 mila dipendenti, un fatturato di 2 miliardi di euro, 300 prototipi eseguiti per conto di tutte le case automobilistiche) opera qui, in Piemonte, a cominciare dai nomi più noti di quell´industria che Lorenza Pininfarina descrive come «una bandiera del prodotto Italia nel mondo». E aggiunge: «Un settore capace, oggi, di progettare un veicolo dal foglio bianco alla produzione in serie. Capacità spesso poco conosciute per la riservatezza che ci viene richiesta. Ma ora bisogna essere bravi a fare squadra per valorizzare queste doti, come riesce alle istituzioni, indipendentemente dagli schieramenti politici. In fondo, noi, dell´indotto rappresentiamo la punta 'eccellenza, tuttavia, senza una strategia finiamo per essere tanti vettori con una risultante bassa».

Ecco allora l´importanza di «Torino automotive», soprattutto per superare alcuni ostacoli tipici di chi lavora con piccoli numeri: a cominciare dalla ricerca. Poi la formazione professionale che Pininfarina definisce «un´infrastruttura immateriale, ma altrettanto importante quanto autostrade e ferrovie». Il tutto per arrivare alla fine a una maggior internazionalizzazione del sistema. «Ma prima di aver risultati, occorre investire» conclude Pininfarina.

P.P.L.

 
 
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