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16.04.2003 - Cinema gay, un festival "normale"
È un turbinio di icone, il Festival del cinema gay che domani va a cominciare la sua diciottesima edizione, per terminare il 25 aprile. Icone che in una rassegna con queste tematiche ti aspetteresti, come Jean Cocteau, e altre più spiazzanti, Brigitte Bardot ad esempio, o Anna Magnani, che saranno pure nell´immaginario omosessuale, ma è divertente ritrovarle qui, tra i Vampyros lesbos di Jess Franco o la Lucertola dalla pelle di donna di Lucio Fulci. È anche questo il segno di un ampliamento d´interessi che va oltre il genere sessuale, non si limita a proiezioni un po´ clandestine e magari cochon, ma ridefinisce i confini di un festival vero, in cui credono le istituzioni ma che nello stesso tempo è capace di sottrarsi al loro abbraccio soffocante. Un´altra spia è la riproposta, dopo l´esperienza dello scorso anno, del premio assegnato da una giuria di giovani scelti tra i Ragazzi del 2006: una targa al miglior documentario, niente di «pericoloso», ma è significativo che non ci siano state polemiche per la scelta della giuria.

Un festival normale? Sarebbe ora, purché non sia normalizzato. Anche solo dal concorso lungometraggi, che allinea dodici opere - nessuna statunitense, per una precisa scelta della commissione di selezione - non lo si direbbe. A cominciare dal canadese Danny in the sky di Denis Langlois, che venerdì alle 20.45 (sabato in replica alle 14.30) apre le proiezioni dei concorsi, le esperienze di un modello, stripteaser e attore porno alle prese con l´omosessualità del padre, l´amore per Karine e le attenzioni del suo amico Greg. Per continuare con il francese La chatte à deux têtes (domenica alle 22.45, lunedì alle 14.30) di Jacques Nolot, che era stato regista del fortunato Niente baci sulla bocca di André Téchiné: una giornata tipica in un cinema porno parigino, tra amori che si intrecciano. E qualche curiosità come la prima storia a tema gay del cinema indiano, che pure produce più film all´anno: in Mango Soufflé (sabato alle 18.15 e domenica alle 16.30) Mahesh Dattani racconta le vicende di un fratello e una sorella che amano lo stesso uomo.

Pescando tra omaggi e retrospettive, si ritrova un filo rosso attraverso la letteratura - Tennesse Williams con Un tram che si chiama desiderio di Elia Kazan, tre pellicole per Marguerite Yourcenar, tutto il vedibile di e per Jean Cocteau - che annoda anche le due presentazioni di libri: lunedì Autori contro la guerra, in collaborazione con Emergency, alla presenza di Gianni Vattimo e Alessandro Golinelli, martedì il fresco romanzo Instant Love di Luca Bianchini (Mondadori), con l´autore in sala. Rimane da dire di Paola Cortellesi, che volentieri ha accettato l´invito del direttore Giovanni Minerba per inaugurare domani sera il festival, e della compagnia di giro che venerdì 25 lo chiuderà: Dennis Fasolo, Giulia Montanarini, Bruno Gambarotta e Leo Gullotta assisteranno alla proiezione del film Per finta per amore di Mario Mattolini, da loro interpretato.

Leonardo Bizzarro

 
 
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