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18.04.2003 - "Torino-Lione, sì di Chirac"
«Non ci sono problemi sulla Torino-Lione. Me lo ha confermato il collega Pierre Raffarin». Alla cena di gala del summit di Atene sull´allargamento Ue Silvio Berlusconi e il premier transalpino parlano anche di alta velocità. E il giorno dopo, il presidente del Consiglio dice di aver avuto assicurazioni dal primo ministro francese e anche dal presidente Jacques Chirac sulle scelte che il Parlamento dovrà prendere a metà maggio. «Raffarin - aferma Berlusconi - mi ha spiegato che il Parlamento si occuperà della vicenda ma in modo solo consultivo e quindi mi ha garantito che è loro intenzione continuare nella realizzazione del progetto. Abbiamo addirittura fissato un appuntamento con una visita di Raffarin in Italia». Le rassicurazioni del premier tranquillizzano il presidente regionale Enzo Ghigo: «Le parole di Berlusconi fanno ben sperare sul futuro dell´opera strategica per il Piemonte e l´Italia. L´incontro fra i due premier è un atto importante. Me lo aveva già accennato venerdì scorso a Roma e lo ha ufficializzato sabato al convegno di Confindustria».

Più cauti anche se abbastanza soddisfatti appaiono anche i partecipanti all´assemblea di ieri a Milano di Transpadana, l´associazione di imprenditori e di amministratori pubblici, tra cui il sindaco Sergio Chiamparino, che si batte per il collegamento veloce ferroviario tra Lione e Lubiana, di cui la Lione-Torino è tassello fondamentale. «L´incontro è un buon segnale - dice il direttore Bruno Bottiglieri - ma dalla Francia bisogna avere assicurazioni non sulla realizzazione dell´opera ma sulla sua priorità, sull´impegno a finanziare progettazione e sondaggi, che si devono concludere entro il 2005 se si punta alla costruzione della linea entro il 2012». Il sindaco Chiamparino sostiene: «Positivo l´annuncio del summit. Questo, però, non deve far venire meno l´esigenza di ogni forma di pressione sul governo francese per il rispetto degli impegni. Da questo punto di vista serve un impegno più corale degli enti locali e del sistema Transpadana e non solo di quelli piemontesi, a cominciare dal collega Gabriele Albertini».

Il sindaco di Milano non ha partecipato alla riunione di ieri, in cui si è deciso, come forma di pressione, di convocare a metà maggio una conferenza stampa a Parigi, prima della risoluzione del Parlamento, per illustrare le buone ragioni italiani e l´indispensabilità della linea fra Torino e Lione. È stato il consiglio d´amministrazione del comitato, di cui ora fanno parte, oltre a Sergio Chiamparino e Renzo Bordoni, della Camera di Commercio di Novara, anche Andrea Pininfarina, leader degli industriali torinesi e Mercedes Bresso, presidente della Provincia. Alla guida di Transpadana, nella prossima riunione del consiglio, saranno confermati come presidenti, Innocenzo Cipolletta (per gli imprenditori) e Ombretta Colli, presidente della Provincia di Milano, per gli amministratori pubblici. Sulla vicenda Torino-Lione, interviene anche il presidente del Consiglio regionale, Roberto Cota che propone di «usare i fondi previsti per il ponte sullo stretto di Messina per la ferrovia veloce tra Francia e Italia». Ma a Transpadana, dicono, che non proprio il caso di creare nuove polemiche e artificiose contrapposizioni. «Non sono certo i 50 milioni di euro necessari per andare avanti nella progettazione - dice Bottiglieri - a creare preoccupazione alla Francia. L´obiettivo del governo italiano deve essere quello di convincere Raffarin e Chirac a considerare la Torino-Lione opera fondamentale che deve essere costruita al più presto, senza ulteriori slittamenti nella tabella di marcia. E dobbiamo anche affrettare i tempi per completare la Novara-Milano, entro il 2008, indicata da Tav, la società della Ferrovie, come nuova scadenza».

Gino Li Veli

 
 
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