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Torino - 20 maggio 2003
 
 
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26.04.2003 - Torino punta all´assemblea Nato
Non sazia dei tanti eventi che accoglierà nei prossimi anni (Olimpiadi invernali, degli scacchi, congressi internazionali), Torino si candida ad ospitare un nuovo avvenimento, di grande rilievo politico: l´assemblea parlamentare della Nato, in programma nell´autunno 2004. Il Comune ha presentato nelle settimane scorse la richiesta per il summit, per il quale sono in lizza pure Roma, Palermo, Venezia e Bologna. Per Torino si tratterebbe di un bis: già nel '95 ospitò al Lingotto l´assemblea dei parlamentari dei paesi aderenti alla Nato. Ma questa volta il vertice avrebbe dimensioni più ampie rispetto a quelle di otto anni fa, quando l´organizzazione era formata da 15 nazioni. Ora gli associati sono 26. E per questi particolari appuntamenti, l´invito viene esteso ai rappresentanti di altri 25 Paesi partner o osservatori. Alla fine, saranno circa mille i partecipanti al summit, tra parlamentari, segretari e uomini dello staff. Un grande evento, quindi, che per tutta la durata del vertice (quattro-cinque giorni) potrebbe costituire una grande vetrina internazionale per la città.

«È certamente un avvenimento di grande rilievo per la città che lo ospitano, con la presenza di capi di Stato e del segretario generale George Robertson», spiega Lorenzo Forceri, il senatore ligure diessino, presidente del comitato di 18 parlamentari che partecipano all´assemblea, coordinatore dell´organizzazione. «Torino - aggiunge - nel '95 fece una bella figura e si dimostrò una città particolarmente accogliente. Ma questa volta le richieste, da parte della Nato, sono aumentate, in seguito all´elevato numero di partecipanti. Innanzitutto c´è bisogno di mettere a disposizione 700 camere d´albergo. C´è poi la necessità di allestire una grande sala per accogliere nelle giornata inaugurale e finale tutti i parlamentari, più un´altra serie di sale di dimensioni più ridotte per il proseguimento dei lavori nelle commissioni». Tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno ci sarà la scelta definitiva sulla sede, che spetta ai presidenti di Camera e Senato. Nei giorni scorsi rappresentanti della Nato hanno visitato Palermo per fare una prima verifica sui possibili siti per il vertice. Nei prossimi giorni arriveranno a Torino.

Per vincere la concorrenza, Torino non gioca soltanto la carta della positiva esperienza di otto anni fa. Negli ultimi tempi è cresciuta la sua immagine di città internazionale, che ha fatto i primi passi con la creazione del Bit a Italia '61. Torino è sede di Hydroayd, l´associazione che forma i «manager dell´acqua», e anche della scuola che prepara tecnici dell´Est europeo. E anche se l´assemblea non si occuperà di questioni militari, è significativo che sotto la Mole esista una corso universitario per il mantenimento della pace nelle zone che sono state teatro di conflitto. Inoltre sempre più spesso da Torino partono militari per la delicata gestione del dopoguerra. L´ultimo esempio è la missione in Afghanistan della Brigata Taurinense.

«Ma non va sottovalutato l´aspetto politico dell´evento - dice Lorenzo Forceri - Si discuterà, ad esempio, di sicurezza, del mantenimento della pace, della gestione dei flussi immigratori e delle iniziative a favore dei profughi. E poi bisognerà attendere l´evoluzione del quadro politico internazionale fra un anno e mezzo. Con un alto numero di delegazioni presenti, l´assemblea ha quasi la dimensione di una riunione dell´Onu. Per l´Italia e per la città che la ospiterà, sarà un avvenimento di grande importanza».

Gino Li Veli

 
 
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