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28.04.2003 - Sorpresa, periferia è bello
Rifletta chi ancora considera le periferie torinesi come piccoli Bronx, luoghi degradati e di emarginazione. Chi ci vive è molto soddisfatto del verde, della tranquillità del quartiere, delle possibilità di parcheggio. Lo sostiene un sondaggio Abacus realizzato per conto del Comune, presentato ieri mattina dall´assessore alle periferie Roberto Tricarico, insieme con alcuni presidenti di circoscrizione, (Michele Paolino, di Borgo San Paolo, Guido Alunno, di San Donato, Pier Paolo Maza, di Borgo Vittoria-Vallette, Eleonora Artesio, di Barriea di Milano-Falchera, Luciano Barberis, Porta Palazzo-Aurora). Intervistando un campione significativo di 1010 torinesi che vivono sia in periferia e sia nell´area centrale o semi-centrale, l´indagine fa emergere un´immagine di generale soddisfazione per la propria zona di residenza: il 67 per cento, anche potendo, non la cambierebbe. «È la dimostrazione che il lavoro di riqualificazione di molte aree fatto in questi anni e che vogliamo portare avanti - commenta Tricarico - ha prodotto significativi risultati. Rispetto alla percezione delle periferie di altre grandi città, come Roma e Milano, la differenza, a vantaggio di Torino, è notevole. Non esiste più la zona completamente abbandonata. Non c´è più un solo centro ma tanti quanti sono i quartieri, ognuno con una sua identità. E chi ci vive ha forte il senso di appartenenza».

Accanto alle indicazioni positive e forse anche un po´ sorprendenti, il sondaggio fa emergere anche rilievi critici, che i presidenti di circoscrizione, «terminali» di molte proteste, conoscono molto bene. I torinesi di periferia sono insoddisfatti della scomodità degli spostamenti, della scarsa presenza di servizi commerciali e pubblici. Tutte opportunità che chi abita in centro, valuta come le principali per non spostarsi. Ma si lamenta per la carenza di aree verdi, la difficoltà di trovare parcheggio e la scarsa tranquillità.

Periferie promosse, dunque, anche se per qualcuno degli intervistati «non è cambiato nulla in questi anni»? «Questo sondaggio - ricorda Tricarico - è una buona base di lavoro per continuare con i progetti che stiamo realizzando, in via Fiesole, in via Artom, in via Ivrea, in via Arquata. Ma l´operazione non può limitarsi al recupero edilizio. Deve coinvolgere tutta l´amministrazione. E c´è una zona, la vecchia, tradizionale, Barriera di Milano, che in questi anni, è stata tagliata fuori da certi interventi». E a questo quartiere, probabilmente, si riferiva qualche tempo fa il segretario Ds Rocco Larizza, quando suggerì al sindaco «un po´ più di attenzione alle periferie». «Con tutte le cautele che si devono prestare ai sondaggi - dice Sergio Chiamparino - quest´indagine tutto sommato dimostra che l´attenzione dell´amministrazione comunale c´è. Il dato maggiormente positivo è che non emerge un dato di 'invivibilità´, neppure in quei quartieri che un tempo venivano considerati emarginati. Vallette, Mirafiori, Falchera hanno ormai acquisito una propria precisa identità».

Gino Li Veli

 
 
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