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Torino - 20 maggio 2003
 
 
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30.04.2003 - I samaritani del condominio
In via Arquata, sofferenza di periferia nel cuore borghese del centro, c´è un luogo, non tanto grande e neppure tanto bello, dove chi abita le 42 palazzine dei 6 isolati del quartiere può venire a chiedere aiuto, a piangere se ne ha bisogno, a giocare se ne ha voglia, a creare se gli viene un´idea. Può venire anche soltanto a prendere un caffè in compagnia, rito sociale che spezza una giornata di solitudine. Quel luogo è la «casa» dove ha sede l´assistenza domiciliare «di condominio», unico progetto pilota a Torino che al tradizionale sostegno porta a porta ha voluto aggiungere un aggettivo, «condominiale», così da fare di uno spazio individuale uno spazio collettivo. La spesa anche quando le forze mancano, una paura improvvisa, un disagio che non si riesce ad affrontare, uno spettacolo da far nascere tutti insieme. Un appuntamento fisso una volta la settimana, il giovedì, servizio itinerante dalle 9 alle 17 in tutti gli altri giorni.

Perché l´unica esperienza in città e perché proprio in via Arquata? La risposta è nei numeri, su 1350 residenti, 400 sono i casi seguiti dai servizi sociali, 80 quelli in carico alle Asl. Il disagio qui è di casa, stemperarlo con un´azione di prevenzione quotidiana è l´obiettivo da raggiungere. Massimo Merandino e Laura Paramithiotti sono gli assistenti domiciliari di condominio di via Arquata, lavorano per la cooperativa Crescere insieme. Negli ultimi mesi il duo è diventato un trio. Si è aggiunta Consuelo, assistente part-time con una missione speciale, traghettare i residenti delle case popolari attraverso il periodo difficile dei lavori di ristrutturazione che nei prossimi anni regaleranno un volto «riqualificato» al quartiere. Il compito di Consuelo può sembrare singolare ma è di certo di grande aiuto. Quando la signora anziana si rifiuta di aprire le porte agli operai dell´impresa, quando il signore del terzo piano ha un attacco di claustrofobia per l´impalcatura, quando la vicina ha il pavimento coperto di polvere, l´assistente di condominio in epoca di cantieri interviene, rassicura, risolve: «D´altronde qui conosco ormai tutti - spiega - di me si fidano». E poi...e poi, racconta, «i lavori mi permettono di entrare in case dove nessuno era mai entrato prima. Case dove il disagio c´è ma nessuno oserebbe mai ammetterlo». Consuelo ascolta, trova la soluzione, poi ritorna. Bussa ancora, la porta si apre, una barriera cade. E lo spazio di quartiere si popola.

Sara Strippoli

 
 
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