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04.12.2002 - Un telescopio sul Nord-Ovest
Le economie e le società contemporanee, fluide e diversificate, richiedono in continuità nuovi dati per comprendersi e progettarsi. I sondaggi - come altri strumenti - nascono per questo nuovo bisogno di conoscenza. La loro materia prima sono atteggiamenti e comportamenti delle persone, che, sommandosi e combinandosi, formano opinioni prevalenti e azioni collettive. Devono essere tecnicamente precisi, comparabili con altri realizzati in contesti diversi, ripetuti nel tempo per mostrare continuità o segnalare mutamenti anche solo per il momento accennati, devono risultare poco costosi, e messi a disposizione di chiunque voglia conoscere tendenze collettive che non sospetta o invece immagina, ma in modo confuso. L'Osservatorio del Nord Ovest proposto e progettato da Luca Ricolfi e dal Dipertimento di scienze sociali dell´Università e che viene presentato oggi all´Archivio di Stato ha queste qualità e sarà in futuro uno strumento affidabile per la comprensione del cambiamento sociale, utile complemento ad altre risorse sistematiche di conoscenza che già sono operative. Il dispositivo di rilevazione proposto è, per così dire, a telescopio. Rileva dati statisticamente significativi per l'insieme del Paese, il Nord-Ovest, il Piemonte, la provincia, l'area metropolitana e il comune di Torino. Permetterà così confronti molto analitici e significativi, fra aree via, via più ristrette. Si può obiettare che il Nord-Ovest non è un' area al suo interno molto omogenea. Questo è certamente vero: zone agricole, o di montagna, sono comprese insieme a pianure fortemente popolate e costruite, l'economia di alcune parti ha forme organizzative e specializzazioni diverse, e così via. Si potrebbe però intanto osservare che lo stesso problema si presenta - amplificato - quando facciamo riferimento a dati sull'Italia nel suo insieme. E tuttavia disporre di parametri per il confronto è necessario. Nella scelta del Nord-Ovest c'è però dell'altro, qualcosa di più importante. La possibilità di considerare insieme le regioni contigue di questa area ha anzitutto radici nella storia. Nel triangolo definito da Torino, Milano e Genova sono state elaborate nel secolo appena trascorso le vie maestre dello sviluppo e della modernizzazione del nostro paese. Come tutte le aree di vecchia industrializzazione, anche queste città e regioni stanno faticosamente cercando nuove strade, riscoprendosi diversificate e aperte a investimenti nuovi del loro patrimonio economico e culturale. Per questo hanno problemi simili, ma anche risorse simili, e altre che possono scoprirsi complementari. Non si tratta dunque solo di riscontrare una omogeneità nel passato, ma di porre le basi di azioni coordinate, per consolidare un'area forte del paese, nell'interesse generale. Da questo punto di vista riferirsi al Nord-Ovest ha un ambizioso significato politico, e pensare Torino nel Nord-Ovest permette di evitare provincialismo e localismo.

Arnaldo Bagnasco

 
 
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