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Torino - 28 luglio 2003
 
 
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08.05.2003 - "Cooperazione fra aziende per rilanciare il distretto"
Realizzazione di prototipi da offrire «chiavi in mano» ai costruttori di tutto il mondo e una limitata produzione di auto di qualità che consenta di mantenere la caratteristica principale del distretto dell´auto torinese, quella di rappresentare tutte le fasi del ciclo dell´auto, dalla progettazione all´assemblaggio. È questa l´industria torinese dell´auto del futuro tratteggiata ieri da Carlo Callieri, presidente di «Torino automotive», la management company pubblico/privato promossa dagli enti locali, da Torino Internazionale, dalla Itp e dalle associazioni industriali e artigiane. Compito di «Torino automotive», ha spiegato Callieri, è quello di «accompagnare la trasformazione del distretto dell´auto torinese».

Il presidente dell´Api, Sergio Rodda, ha fornito un dato che illustra il cambiamento: «Negli ultimi dieci anni - ha detto Rodda - il valore delle esportazioni delle imprese della componentistica piemontese è aumentato di 30 volte passando da 700 milioni di euro a 24 miliardi. Questo significa che, prevedendo con largo anticipo il calo delle commesse Fiat, le imprese hanno cominciato a offrire i loro prodotti alle case straniere». Una trasformazione che esige ancora, secondo Callieri, «un salto di mentalità, il passaggio da un sistema in cui la competizione era l´unica strategia per ottenere le commesse da un fornitore unico a un sistema più moderno in cui, accanto alla competizione è indispensabile la cooperazione tra aziende per promuovere i prodotti del distretto torinese».

«Torino automotive» fornirà alle imprese del settore automobilistico servizi e iniziative di promozione in grado di aumentare le quotazioni del sistema Torino nel mondo. Il distretto torinese è stato studiato da una società di consulenza, la Roland Berger, che ha prodotto un´analisi sui punti di forza e di debolezza dell´area industriale della città dell´auto. Ora siamo nella seconda fase, quella delle proposte per migliorare la competitività del sistema. Il pacchetto di iniziative viene presentato in queste settimane alle aziende per raccogliere critiche e suggerimenti. «Ci vorranno ancora mesi prima che 'Torino automotive´ sia in grado di diventare operativa», ha spiegato Callieri. Nel frattempo la speranza di tutti è che la Fiat riesca a superare la fase più difficile della sua crisi. «Ma l´elemento più importante - ha sostenuto Callieri - è che a Torino restino le attività di progettazione e di realizzazione dei prototipi. L´attività di assemblaggio su grandi volumi non è invece essenziale per mantenere vivo il distretto. Anche con volumi limitati ma di qualità il sistema può crescere». Il presidente di Itp, Marco Boglione, si è detto «certo che se tra cinque anni la Fiat sarà sul mercato, sarà una delle aziende più innovative del mondo».

P.G.

 
 
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