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21.05.2003 - Torino 2006 conquista l’Europarlamento
Torino 2006 si presenta in Europa. I Giochi olimpici invernali sono una grande festa dello sport, certo. Ma sono anche un'occasione che mette in contatto persone di Paesi diversi (saranno 80: un record), che intreccia la competizione con la cultura, che fa scoprire storie e tradizioni. Così, ieri, nella modernissima sede dell'Europarlamento di Bruxelles, tutta la «squadra» che sta preparando la ventesima olimpiade d'inverno ha illustrato alle istituzioni europee la faccia non soltanto sportiva di un evento che si annuncia davvero speciale. Anche perché, dopo le due ultime edizioni del 1998 a Nagano, in Giappone, e del 2002 a Salt Lake City, negli Stati Uniti, i giochi tornano nel vecchio continente. Quella di Torino, insomma, è una sfida europea e per un giorno l'Europarlamento ha parlato di Olimpiadi invernali. Con un'audizione di Valentino Castellani alla commissione Cultura, presieduta dall'ex primo ministro francese Michel Rocard. Con la proiezione di un video e l'inaugurazione di una mostra. Con la presentazione delle iniziative da parte di Evelina Christillin, Enzo Ghigo, Sergio Chiamparino e Mercedes Bresso in una conferenza, introdotta dal vicepresidente del Parlamento europeo, Renzo Imbeni, presente anche il suo collega Guido Podestà, e conclusa dal commissario alla Concorrenza della Ue, Mario Monti («Nei miei dieci anni a Torino sono andato spesso a sciare sulle montagne olimpiche»). E con la presenza di due campioni dello sci che sono testimonial dei Giochi di Torino 2006: Stefania Belmondo e Piero Gros. Una maratona d'incontri, quasi in stile olimpico, che si è aperta con l'audizione di Castellani. Il presidente del Toroc ha spiegato, in particolare, il programma educativo che è collegato ai Giochi. E' un progetto che si rivolge ai ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori. «A ciascuno dei colori dei cinque cerchi olimpici - ha detto Castellani - abbiamo dato un significato: il verde per l'ambiente, il nero per le diversità, l'azzurro per la salute, il rosso per la passione sportiva, il giallo per la tecnologia». Tutto organizzato in un kit educativo che sarà fornito alle scuole: quelle di Torino e del Piemonte, naturalmente. Ma anche, per quanto possibile, quelle delle altre regioni italiane.

A livello europeo il 2004 sarà l'anno dedicato all'educazione sportiva e una delle proposte di Castellani è stata di estendere il programma educativo dei Giochi nella Ue attraverso una serie di gemellaggi, prima di tutto nei Paesi della macro-regione alpina. Una impostazione che Castellani ha definito strategica: «Le Olimpiadi avranno avuto successo se anche una generazione di giovani avrà fatto propri questi valori». Tra i valori che l'appuntamento di Torino 2006 vuole mettere in prima fila, accanto allo sport, c'è la cultura. E' ormai tradizione per i Comitati organizzatori dei giochi realizzare un programma artistico e culturale. Ma il Toroc ha deciso di farne una vera «Olimpiade della cultura» che sarà estesa anche al periodo delle Paralimpiadi. Evelina Christillin ha detto che l'espressione Olimpiadi della cultura potrebbe sembrare anomala perché «la parola Olimpiade evoca la competizione, la forza e lo sforzo fisico per raggiungere il successo, mentre la parola cultura richiama la solidità, la tradizione delle istituzioni che la promuovono, le università, i teatri, le accademie, i musei». E, molto spesso, sport e cultura non hanno lo stesso pubblico. «Unire due mondi apparentemente distanti» è l'idea lanciata da Evelina Christillin. Il filo conduttore delle Olimpiadi della cultura è stato individuato dal lavoro di un gruppo di intellettuali e di professionisti dello spettacolo e dello sport. Sarà la contemporaneità e il corpo. «Il corpo declinato in tutte le sue espressioni e interpretato proprio come uno straordinario crocevia in cui confluiscono lo sport e la cultura», ha detto Christillin. Dai Giochi invernali del 2006, Torino e il Piemonte si attendono anche altre «eredità» che sono state elencate ieri a Bruxelles. Per Sergio Chiamparino, le Olimpiadi «sono un'occasione per accendere un altro motore in una città che sta fronteggiando la crisi della sua principale industria». Enzo Ghigo ha espresso l'augurio che le Olimpiadi consegneranno all'Europa un Piemonte «più competitivo e con più vie di comunicazione». Il presidente della Regione si è riferito al dibattito in corso, proprio nelle stesse ore, all'Assemblea nazionale francese per «auspicare che nel 2006 si aprano anche i cantieri della Torino-Lione per avvicinare l'Europa all'Italia». Mercedes Bresso ha ricordato i quattro punti del progetto ambientale che è collegato ai Giochi. In particolare la Vas (valutazione ambientale strategica) che «rappresenta il primo caso in Italia di applicazione di un piano simile». Durante il dibattito in commissione Cultura, dall'eurodeputato Gianni Vattimo è arrivata una proposta: organizzare la visita di una delegazione dell'Europarlamento a Torino che potrebbe essere il prossimo passo di un cammino comune con l'Unione europea verso i Giochi del 2006.

Enrico Singer

 
 
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