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13.11.2002 - WIRELESS Un futuro senza fili
Ieri, il giorno in cui la giunta comunale ha approvato la Fondazione «Torino Wireless» per lo sviluppo delle nuove tecnologie dell´informazione e della comunicazione (oltre 26 milioni di euro, finanziati da Comune, Regione e Provincia), lui era seduto in prima fila al Lingotto, di fronte al primo forum italiano dedicato al mondo della telematica e dell´info-mobilità. Perché dove c´è una traccia di quella «Torino senza fili» che può rappresentare il futuro stesso della città c´è lui: Massimiliano Grasso, 36 anni, imprenditore ed esperto di informatica. Sul suo biglietto da visita sta scritto: presidente di Unimatica, l´«Unione Nazionale della Piccola e Media Impresa Informatica e Telematica» (che fa parte dell´Api), ma la cosa più importante è ciò che questo signore aggiunge a voce, al momento della presentazione: «Molto-piacere-lavoro-perché-Torino-diventi-un-polo-europeo-dell´Ict-e-del-wi reless». Così, detto tutto d´un fiato, subito dopo il nome e cognome, come se quella missione (lavorare perché la città diventi capitale della tecnologia senza fili e della comunicazione informatizzata) fosse un elemento imprescindibile dalla presentazione, qualcosa scritto sulla carta d´identità, o ancor più nel Dna. «Sì forse dovrei farmi curare - scherza lui - ma per me questa è una passione che sta per diventare un´ossessione». Prima di arrivare all´autoironia, però, il passo è tutt´altro che breve. Perché da bravo imprenditore (è anche amministratore delegato della Infocim, una società di consulenza informatica) comincia subito dal difficile. E si mette a raccontare che cosa sta facendo, perché - per fare un esempio - quell´auricolarino senza fili della Ericsson che lo mette in contatto con il proprio telefonino (rischiando un po´ l´effetto Ambra) diventi un oggetto di uso comune, prodotto e commercializzato a Torino in esclusiva mondiale. «Me lo porto dietro un po´ perché è comodo, un po´ perché sono fanatico del genere e un po´ perché quando la gente sfinita mi domanda: ma che cosa sarà mai questa tecnologia wireless? Io gli rispondo che sono oggettini come questo, senza fili, in grado di dialogare attraverso onde elettromagnetiche». Ma torniamo alla sua missione. L´Unimatica, l´associazione di cui Massimiliano Grasso è presidente, riunisce 250 piccole e medie imprese del comparto «Ict» per un totale di circa 3000 addetti. Uno dei progetti più importanti cui sta lavorando è quello di riunire in consorzio 19 di queste imprese per arrivare a costituire un nuovo soggetto economico più forte con un fatturato di 32 milioni di euro e circa 500 addetti. «Il principio è semplice - spiega il presidente - dal momento che siamo in tanti, ma presi singolarmente risultiamo un po´ deboli dal punto di vista economico, abbiamo pensato che la cosa più furba era riunirci in un consorzio dalle spalle più larghe per affrontare imprese più ambiziose, che senza un budget adeguato possono sfuggirci». Aggiunge: «Da oltre 4 anni mi sono impegnato insieme con alcuni colleghi di settore e di associazione allo studio di un modello innovativo di impresa capace di superare i limiti dell´"essere piccolo" senza però assumere anche le inefficienze dei grandi soggetti monolitici. Da questo progetto è nato un modello completamente ingegnerizzato che entro i prossimi tre mesi diventerà un nuovo soggetto economico». Grasso è così tecnico nell´esprimere il suo sostegno alla vocazione tecnologica della città che a volte andrebbe sottotitolato: «Prendiamo un Nap. Non sa cosa vuol dire Nap? Neutral Access Point. Almeno saprà cos´è il consorzio Topix, quello che fa dialogare tra loro le varie realtà di questo tipo, mai sentito parlare neanche di Mix o di Nautilus? massì quel know-how che c´è a Milano, mentre noi a Torino all´Envi Park...». A quel punto bisogna fermarlo, e «resettare» tutto, per usare un termine a lui caro. Eravamo fermi al fatto che lui lavora, anche 14 ore al giorno perché Torino conquisti un nuovo primato, quello di capitale dell´Ict (Information-Communication-Technology) e del Wireless, cercando di ottimizzare il lavoro delle piccole e medie imprese di questo comparto: «Il mercato c´è e noi addetti ai lavori lo sappiamo bene - spiega - nei prossimi anni l´abitudine all´utilizzo pervasivo delle tecniche Ict si estenderà dal campo limitato dell´applicazione nell´esercizio delle professioni a quello illimitato dell´applicazione nelle consuetudini individuali e nei comportamenti sociali. C´è lavoro per tutti, ma soprattutto per noi torinesi, che possiamo contare su basi tecnologiche come l´industria automobilistica e i centri di ricerca del Politecnico o dell´Università e tante altre eccellenze». Conclude, un po´ filosoficamente: «La Torino senza fili è l´intuizione cui affidiamo il nostro progetto di riconversione e di rilancio. A me, a noi, piccole tessere di un sistema che vuole diventare sempre più forte, Torino Wireless vuole dire soprattutto Torino senza vincoli. Qui ci sono 6667 imprese con oltre 53400 addetti che si occupano di Ict, 250 di queste sono nostre socie e 19 diventeranno un mega-consorzio. Vuole mica che non ce la facciamo?».

Emanuela Minnucci

 
 
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