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13.11.2002 - Torino, provincia del wireless
Miglior battesimo non poteva esserci: nel giorno in cui la giunta comunale ha detto sì alla nascita della Fondazione «wireless», Torino ha provato a calarsi nei panni di capitale della comunicazione senza fili. Millecinquecento operatori mondiali del Comparto, oltre ai rappresentami delle principali aziende del settore si sono ritrovati al Lingotto per «M2m infornobility», primo forum italiano dedicato al mondo della telematica e dell'infomobilità, organizzato dalla rivista «Wireless» e dall'Istituto superiore di tecnologia «Mario Boella». Ed è emerso che, in un mercato automobilistico mondiale che continua a soffrire crisi di vendite, il settore dell'»automotive telematics» sembra destinato ad una crescita esponenziale. Stimato in 4,1 miliardi di euro nel 2000, fra tre anni gli esperti del settore sostengono che sfiorerà i 31 miliardi di euro. «Segnali importanti -hanno precisato i promotori- si sono avuti in tempi recenti. Ford, Psa e Renault hanno creato una joint venture nel campo della telematica che è particolarmente interessante perché ci sono tre produttori di autoveicoli che sono concorrenti nel mercato, ma che hanno deciso di collaborare relativamente alla telematica». Il forum è stato aperto da AndreaPininfarina, presidente degli industriali, che ha spiegato l'importanza del progetto «Torino wireless»: «Vogliamo contribuire con nuovi poli di attrazione a una maggior diversificazione dell'area. Poi vogliamo mantenere costantemente alto il livello della ricerca nel Torinese. Non solo: il progetto avrà un ruolo importante anche nella qualificazione delle risorse umane. E l'obiettivo finale rimane quello di integrare il nostro tradizionale saper fare con le opportunità offerte dalla rete, uno strumento molto adatto alle caratteristiche della nostra industria». Ma per funzionare, il progetto ha bisogno di sostegni. Innanzitutto finanziari. Ed ecco il ruolo della Fondazione che, in cinque anni, potrà contare su finanziamenti per 26,5 milioni di euro: sei li garantisce il Comune, otto la Provincia, dieci la Regione e due e mezzo la Camera di Commercio. Primo obiettivo: dare concretezza alla creazione di almeno 50 nuove aziende e portare il peso del settore tecnologico nel Pil regionale dal 5 al 10 per cento. Spiegano gli assessori Tom Dealessandri e Paolo Pevearo: «La Fondazione potrà svolgere moltepiici attività tra le quali l'elaborazione delle linee straegiche di indirizzo per le attiità del distreto tecnologico. Sarà impegnata nellapromozione e nel sostegno di programmi e progetti di studio e di ricerca per catturare l'interesse delle piccole e medie imprese». Un altro filone individuato è quello dell'attività di agenzia del tipo «Talentjob center»; ovvero dovrà cercare luoghi fisici o anche virtuali cui le nuove imprese possono rivolgersi per recepire risorse a forte specializzazione tecnologica. Il tutto per arrivare entro il 2006 a quel distretto tecnologico in cui gli enti pubblici investiranno alla fine 130 milioni di euro.

p.p.l.

 
 
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