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13.06.2003 - Quel pasticciaccio sul Bit
C´è una nuova grana che si abbatte sul mondo di Torino 2006 e in particolare sull´Agenzia olimpica, l´ente creato dalla legge sui Giochi torinesi che deve appaltare tutte le opere e gestire i cospicui fondi stanziati (oltre un miliardo e 100 milioni di euro). Per il Tribunale amministrativo regionale è da annullare la decisione dell´Agenzia del febbraio 2002 che aveva assegnato allo studio A.I Engeneering la progettazione per i lavori di ristrutturazione (16 milioni e mezzo di euro) di alcuni padiglioni del Centro Bit di corso Unità d´Italia, da utilizzare come uno dei villaggi in cui accogliere i giornalisti. È stato quindi accolto il ricorso di una della società escluse, la H.C. Hospital, che lamentava la presenza, nella commissione giudicatrice delle offerte, del geologo Edoardo Rabajoli, in passato consulente dello studio vincitore, che ha tra i suoi amministratori, l´ex parlamentare liberale Attilio Bastianini. Lo studio A.I, in collaborazione con altre società e professionisti, si è aggiudicato numerose gare di progettazione lanciate dall´Agenzia (secondo alcune stime, poco meno del 30 per cento): dalla pista per il biathlon di Cesana, alla telecabina di San Sicario, a numerosi lavori d´innevamento (Melezet, Sagnalonga, Clotes).

Nonostante la tegola, i vertici dell´Agenzia, non sembrano preoccupati: «Ricorreremo al Consiglio di Stato» dicono e assicurano che non ci sarà alcun ritardo nella ristrutturazione delle palazzine del Bit. L´Agenzia ha il conforto, su questo aspetto, da chi siede nel Comitato di regia, presieduto da Enzo Ghigo: lunedì è stata discussa la vicenda e si è deciso di andare avanti, con l´aggiudicazione dei lavori del Bit. Un intervento su cui c´è anche un cofinanziamento del Comune (5 milioni di euro). Ma a molti, tanta sicurezza appare quanto meno eccessiva, viste anche le motivazioni della sentenza del Tar, particolarmente critica verso l´Agenzia. Il cui operato, soprattutto del direttore Mimmo Arcidiacono, ex dirigente regionale, è di nuovo al centro di critiche severe. La sua gestione è giudicata insufficiente. Non si può considerare una banale «scivolata», l´assegnazione di una gara d´appalto con la presenza, nella commissione, di un consulente vicino alla società vincitrice. È un´ombra che rischia di mettere in dubbio tutto il lavoro svolto.

Inoltre, Arcidiacono, viene accusato di non garantire neutralità all´ente e di tradire, in più di un´occasione, la sua fede di centrodestra. La dimostrazione: aver affidato, una settimana fa, la conclusione di un convegno destinato agli imprenditori, al parlamentare di Forza Italia. Osvaldo Napoli. Scelta che aveva scatenato le proteste della maggioranza ulivista del Comune e anche degli esponenti di Palazzo Civico e della Provincia nell´Agenzia, Gian Battista Quirico e Carlo Novarino. Persino Enzo Ghigo non aveva apprezzato la decisione di Arcidiacono. Il cui potere sembrava limitato, dopo le modifiche alla legge sui Giochi, con la nomina di due vicedirettori esecutivi, come Giuseppe Amelio e Mario Piovano. La struttura dell´Agenzia si è rafforzata ma i rapporti tra Arcidiacono e alcuni esponenti del comitato direttivo, come Quirico, che è anche capo dell´ufficio tecnico del Comune, sono rimasti assai tesi. Tra i due c´è una netta divergenza di impostazione e di vedute sul lavoro che deve svolgere l´Agenzia. Ieri mattina Quirico non ha fatto nulla per nascondere l´irritazione per la lettera inviata da Arcidiacono all´assessore comunale Elda Tessore.

Inoltre c´è chi sostiene che il «tifo» di Arcidiacono per il centrodestra, inevitabilmente suscita la reazione di chi vorrebbe l´altro soggetto olimpico, il Toroc, apertamente schierato con il centrosinistra. Classificazioni che i responsabili del Toroc, al quale la legge assegna l´organizzazione dei quindici giorni di gare , rifiutano. Ma quanto influirà «l´incidente» segnalato dal Tar sulla tabella di marcia dell´Agenzia al Bit (la fine è prevista entro il 2004)?. A marzo sono cominciati i lavori per eliminare l´amianto dai cinque padiglioni da ristrutturare. Se ne sta occupando la ditta Sadi di Vicenza.

Gino Li Veli

 
 
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