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15.06.2003 - Comune-ambientalisti: è pace in piazza d´Armi
Cambia il progetto di riassetto in piazza d´Armi. Amministrazione comunale e associazioni ambientaliste hanno trovato un accordo di massima su come risistemare il parco dedicato ai cavalieri di Vittorio Veneto. Rimane la lastricata in pietra di Luserna su corso Sebastopoli, mentre sulla cosiddetta "spianata" verde, 18 mila metri quadri di prato all´inglese alle spalle dell´isola pedonale, saranno costruiti campi di calcio e un´area attrezzata per i più piccoli. La zona sarà recintata con filari di alberi. I sei platani monumentali che oggi costeggiano il parco, verranno risparmiati dai cantieri. «Siamo disponibili ad accogliere proposte ragionevoli, non a stravolgere il programma dei lavori» ha affermato ieri il sindaco Sergio Chiamparino nel corso di un faccia a faccia en plein air con i residenti del quartiere e i gruppi ecologisti. «E´ un buon punto di partenza. Dopo tante incomprensioni, il Comune ci viene incontro – ha spiegato Eva Biginelli di Legambiente – certo, ora la giunta deve impegnarsi a realizzare queste promesse, che non possono rimanere solo sulla carta, ma che devono essere in qualche modo imposte ai progettisti» .

La passeggiata nel parco, ieri, ha rischiato di concludersi con un muro contro muro. Una giornata iniziata male. Appuntamento alle dieci del mattino sotto la torre Maratona. Da una parte il primo cittadino, accompagnato dall´assessore all´ambiente Dario Ortolano e dal vice Marco Calgaro. Dall´altra i comitati spontanei. Il biglietto di benvenuto era stato incollato su tutti gli alberi e i pali della luce lungo corso Sebastopoli: «Si può parlare di architettura quando si risponde alle funzioni, alle necessità dell´uomo e non solo quando si vuole rappresentare il potere con opere celebrative» . Infastidito da tanta accoglienza, Chiamparino ha risposto subito a muso duro alle istanze dei cittadini, che hanno chiesto la revoca del progetto con una petizione di quasi tremila firme. Sono volate parole grosse. La delegazione di Palazzo Civico, in prima battuta, non si è dimostrata disponibile a ritoccare l´intervento, affidato al pool di architetti guidati dal giapponese Arata Isozaki. Poi dopo due ore di tira e molla sotto il solleone, le posizioni si sono ammorbidite e si è raggiunto un compromesso sul primo terzo della piazza, tra corso Galileo Ferraris e lo specchio d´acqua perpendicolare alla ex torre della Vittoria. La riqualificazione di questo lato del parco, in ogni caso, sarà possibile solo al termine dei Giochi olimpici. Durante l´evento a cinque cerchi, il fondo erboso sarà ricoperto di ghiaia e cablato con la fibra ottica per ospitare gli stand degli sponsor a cinque cerchi. «I lavori partiranno a novembre e non potranno chiudersi prima di un anno e mezzo» ha poi aggiunto l´ingegnere capo del Comune Quirico.

«Così come è ridotta oggi, piazza d´Armi non è praticabile, nessuno può sostenere il contrario – ha proseguito Chiamparino – il parcheggio di fronte ai cancelli d´ingresso, il terriccio e le colate di cemento che imperversano all´interno del parco, spesso rifugio per malviventi, sono elementi che è necessario eliminare per migliorare sia la fruibilità del parco che le condizioni di sicurezza» . Venerdì, intanto, l´amministrazione ha firmato un´intesa con il Demanio militare per l´attraversamento del campo sportivo di proprietà dell´Esercito. Sarà aperto un varco in quella che viene tuttora considerata la "zona rossa" che taglia in due il complesso verde, che si potrà quindi percorrere da cima a fondo senza uscire dal perimetro della piazza.

Ancora in forse, al contrario, il destino del laghetto delle rane. La gestione dell´oasi avrebbe dovuto essere affidata al Wwf, ma l´organizzazione ha risposto picche. Le modifiche al progetto iniziale non hanno convinto il consigliere nazionale Riccardo Fortina, interlocutore principale del Comune: «O si ragiona su tutta la piazza, oppure è inutile recuperarne solo un terzo. La prossima settimana depositeremo la proposta di referendum per bloccare l´opera» . Lunedì sera, per trovare una soluzione, ci sarà un confronto generale sul tema tra le associazioni ambientaliste. Legambiente sembra orientata a presentare una delibera di iniziativa popolare che riprende però le linee guida dettate ieri dal sindaco. Per il Wwf, invece, piazza d´Armi bis non s´ha da fare.

Fabio Marzano

 
 
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