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Torino - 30 luglio 2003
 
 
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21.06.2003 - Il Cio in visita a Torino, elogi al Toroc
Quattro mesi fa abbiamo chiuso la nostra visita sottolineando la necessità di vedere fatti concreti. Oggi li abbiamo visti e possiamo lanciare un messaggio di ottimismo». Jean-Claude Killy, presidente della Commissione di Coordinamento del Cio, conclude con queste parole la visita di due giorni che i tredici commissari olimpici hanno effettuato sotto la Mole e nei siti alpini sedi di gara. Killy sottolinea i «notevoli progressi registrati nella macchina organizzativa del Comitato organizzatore dei Giochi, nell’affiatamento delle varie direzioni interne e dell’accresciuta sinergia con l’Agenzia». Tutto bene, allora? Restano aperte quelle che nella nota ufficiale del Cio, Killy definisce «sfide». La prima: «Portare avanti contemporaneamente e nei tempi previsti i cantieri delle strade e dei siti olimpici». La seconda ha un unico giocatore, il Toroc, che «deve raggiungere gli obiettivi finanziari stabiliti». Killy fissa anche un termine: «Gli organizzatori dovranno vincerle nel breve e medio periodo. Siamo certi che questi obiettivi saranno raggiunti».

Ieri, comunque, il rappresentante del Cio ha tessuto un vero e proprio elogio del Comitato che «lavora con intelligenza, integrità e determinazione». Parole che suonano come una risposta alle polemiche che nei giorni scorsi, ultima in ordine di tempo la presa di posizione della presidente della Provincia di Torino, Mercedes Bresso, hanno contrapposto gli enti locali e il Toroc. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Killy è ancora più esplicito: «E’ sicuramente impossibile organizzare un’Olimpiade senza una forte partnership con il governo nazionale e con gli enti locali e qui ringrazio pubblicamente il sindaco Chiamparino, la presidente Bresso e il governatore Ghigo ma è il Toroc ad avere ottenuto il mandato per organizzare le Olimpiadi. Ed è il Toroc il nostro interlocutore numero 1». E ribadisce: «Il Cio è soddisfatto, completamente soddisfatto, di come è gestito il Toroc».

Rispetto a quattro mesi fa quando il gran capo del Comitato Olimpico, Jacques Rogge, lanciò un grido d’allarme sulla necessità di rispettare i tempi e di accelerare tutte le procedure «sono stati compiuti grandi progressi», precisa Killy che ieri ha visitato gli impianti di montagna mentre un altro gruppo di commissari ispezionava i cantieri della città. Il risultato? «Siamo soddisfatti» è la risposta anche se resta una forte criticità per quanto riguarda la pista del bob di Cesana. Spiega Killy: «Il cantiere è aperto ma la nostra preoccupazione principale resta il rispetto dei tempi di consegna, cioè novembre 2004».

Killy tornerà sotto la Mole a gennaio e per quella data si dice convinto che «si instaureranno dei rapporti armoniosi tra il Comitato organizzatore e gli enti locali». Anche il presidente del Toroc, Valentino Castellani, si dice «ottimista» sulla possibilità di «instaurare un giusto equilibrio tra le partnership di tanti soggetti e la necessaria autonomia operativa del Comitato organizzatore». Detto questo, però, il professore difende a spada tratta la struttura messa sotto accusa dalla presidente della Provincia. In un’intervista a La Stampa, Mercedes Bresso, difendeva «il diritto-dovere degli enti locali di intervenire per difendere le realtà economiche del proprio territorio senza per questo essere accusati di essere lottizzatori». E aggiungeva: «Chi dice che le decisioni prese da una struttura tecnica siano giuste a priori?». La replica di Castellani è puntuale: «Non siamo un organismo tecnocratico ma un gruppo di persone professionalmente capaci, eticamente trasparenti e integre e siamo animati da una forte passione». Parole di apprezzamento a cui si uniscono Evelina Christillin, vicepresidente vicario, e l’altro vicepresidente Bruno Rambaudi.

Il j’accuse degli enti locali riguarda soprattutto la «scarsa valorizzazione dell’imprenditoria locale da parte del Toroc». Un caso esploso nel corso delle valutazioni per la scelta degli organizzatori delle cerimonie d’apertura e chiusura dei Giochi. In pole position ci sono due team italiani, uno piemontese, e due inglesi. La Bresso, a parità dei progetti, chiede che il Toroc scelga il made in Italy. Anche qui la replica è puntuale: «Gli imprenditori locali sono perfettamente a conoscenza delle opportunità offerte dai Giochi. Registriamo una grande attenzione e grandi aspettative ma il nostro dovere è fare la scelta migliore in base ai requisiti di qualità, dei costi e delle eventuali economie di scala. Il nostro primo impegno è far fare bella figura a livello internazionale all’Italia». Castellani precisa che il Comitato organizzatore ha fatto e farà scelte «in assoluta trasparenza» e si dice convinto che su questa base e sull’esistenza di «una partnership vera da parte di tutti i soggetti i problemi non sono certo insormontabili».

Maurizio Tropeano

 
 
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