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Torino - 30 luglio 2003
 
 
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25.06.2003 - Torino 2006, le scenografie firmate dai milanesi
Saranno i milanesi della Filmaster Group spa ad organizzare le cerimonie d’apertura e di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali. Un lavoro da 20 milioni di e. E’ stato l’ufficio di presidenza del Toroc a prendere la decisione nella seduta del 16 giugno. Un via libera condizionato dall’impegno chiesto ai vincitori della selezione di assegnare l’80 per cento dei lavori ad imprese torinesi e piemontesi. L’annuncio ufficiale, dunque, avverrà alla conclusione delle trattative tra i legali.

La scelta dell’ufficio di Presidenza ha cercato in qualche modo di conciliare il lavoro di ricerca e selezione effettuato dalla struttura - la Filmaster, come pubblicato da La Stampa era in testa alla classifica provvisoria - con le richieste degli enti locali di prendere in considerazione, a parità di progetti e costi «l’imprenditoria e la creatività locale». Una richiesta avanzata dall’assessore alle Olimpiadi del Comune, Elda Tessore, e diventata pressante dopo la presa di posizione della presidente della Provincia. Mercedes Bresso in un’intervista è arrivata ad accusare il «Toroc di non valorizzare le realtà economiche locali».

Basterà questa sorta di «clausola di salvaguardia» del made in Piemonte a far rientrare le polemiche tra Toroc e gli enti locali? Probabilmente sì. L’incontro con aperitivo che si è svolto ieri in un bar di piazza San Carlo tra la Bresso, il presidente del Comitato Organizzatore, Valentino Castellani, e il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ha dato infatti risultati «positivi» che si tradurranno nella presentazione alla prossima riunione del Consiglio d’Amministrazione del Toroc di un documento d’intenti che «formalizzi le procedure di dialogo e di confronto tra i vari soggetti decisionali», spiega Chiamparino. Aggiunge Bresso: «Un documento che nel rispetto delle leggi metta a punto degli strumenti che permettano di dare spazio alle imprese locali».

Già, per Bresso e Chiamparino la possibilità di far lavorare l’imprenditoria torinese e piemontese rientra nel più ampio concetto di eredità olimpica. Spiega il primo cittadino: «Abbiamo posto l’accento sulla necessità che anche la crescita dell’imprenditoria locale sia compresa tra le ricadute economiche delle Olimpiadi». Aggiunge Bresso: «Ci siamo chiariti. La nostra posizione era chiara. Credo che il messaggio sia stato ricevuto. Adesso tutti insieme lanciamo un appello all’imprenditoria locale affinché si faccia avanti con decisione e si muova in una logica di competitività con gli altri sistemi economici nazionali e internazionali».

E il Toroc? Castellani si dice «soddisfatto» dell’incontro. Spiega: «La valorizzazione delle realtà locali è un tema che abbiamo ben presente. Su questo fronte abbiamo già iniziato a lavorare con la Camera di Commercio presentando alle imprese locali le opportunità offerte dai Giochi». Detto questo, però, il professore è chiaro: «Noi siamo obbligati a rispettare le direttive dell’Ue che impongono di adottare delle procedure che non prefigurano atteggiamenti di discriminazioni nel confronti della concorrenza. Dentro queste logiche, tutto quello che può essere fatto per incentivare il coinvolgimento delle risorse locali e per far crescere esperienze e professionalità va fatto, e lo faremo. Dobbiamo trovare un equilibrio dinamico che renda da un parte imparziali le nostre azioni e dall'altro permetta questa promozione». L’ex sindaco, poi, sottolinea che «la decisione di coinvolgere maggiormente il Consiglio d’amministrazione nel lavoro è antecendente alle vicende delle ultime settimane». Quanto al bilancio, Castellani aggiunge: «Abbiamo lavorato, lavoriamo e lavoreremo per un bilancio in equilibrio. La ricerca delle sponsorizzazioni continua. L’esperienza internazionale ci insegna che nessun comitato organizzatore, a due anni e mezzo dall’inizio dei Giochi, ha completato il budget fissato».

Maurizio Tropeano

 
 
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