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24.06.2003 - Bollywood in Piemonte
Silenzioso, dà una lezione agli incravattati italiani su come si affronta il caldo senza perdere tono con il passare delle ore, la presentatrice-giornalista Agarna Khala si gusta il gelato con ananas e filma tutto, ma proprio tutto. Una volta a casa racconterà agli spettatori di Star Tv, prima televisione indiana via cavo, com´è il Piemonte e quante diavolerie sono in grado di inventarsi in quegli studi ipertecnologici del Multi Media Park, dove ti fanno vedere come si abbatte e si ricostruisce la diga del Vajont, morire e risuscitare in pochi attimi, all´infinito. Con loro Andrea Bonardi, milanese trapiantato a Bombay nel ruolo di segretario generale della Camera di Commercio indo-italiana, primo fondamentale contatto con la Film Commission piemontese che è riuscita a portare Bollywood a Torino.

Piacere, nice to meet you. Gli uomini della Hollywood indiana venuti in Piemonte a caccia di nuove opportunità, nuove location, prezzi competitivi, mare e montagne non ancora esplorate, stringono mille mani e distribuiscono biglietti da visita, le donne ricevono il baciamano elegante di Leandro Burgay dei Telecittà studios di San Giusto Canavese, Kabir Bedi si fa fotografare con belle fanciulle alquanto scollacciate. Tutti insieme rappresentano la più grande industria cinematografica del mondo, hanno soldi da vendere e potere tale da pilotare il mercato cinematografico. E non solo quello. Per loro un film di gran successo come Devdass può portarsi via d´un soffio 80 miliardi di lire senza che nessuno batta ciglio, compensi da capogiro per gli attori protagonisti, costumi da 40 mila euro ciascuno, un produttore-magnate nonché commerciante di diamanti.

Siamo molto impressionati, very impressed, qui ci piace. Nei giorni scorsi nelle Langhe e al castello di Guarene, in serata ai Murazzi (molti bei locali, charming place), ieri mattina al Multi Media Park incantati dalla futura piscina dove si potranno fare riprese sott´acqua da ogni angolatura. Qui Shailander Singh lancia la sua prima proposta operativa, da realizzare subito, un´occasione per i giovani dei Lumiq studios e di Multimedia di dimostrare bravura e creatività: «Ho uno spot per Honda Hero, la moto che sfugge qua e là, il motociclista che tenta di domarla ma non ci riesce», un balletto ironico, esilarante come lo vorrebbe e come lo mima per farsi capire. Tempi? Settembre 2003, avvio del progetto la prossima settimana: «Non pensate che gli indiani vadano piano, siamo veloci, ci piace l´azione. Lo storyboard, il racconto disegnato in striscia che rappresenta il primo passo per la nascita di uno spot, non serve, «vi do l´idea, fate voi. Lo realizzate (a costi zero lascia intendere) e poi venite nostri ospiti e noi lo presentiamo a tutti i produttori indiani. Una splendida vetrina». E non è tutto. Nel pomeriggio, a San Giusto, il secondo annuncio nel grande teatro di posa: «Ho un´idea per un film, una storia d´amore e di relazione fra indiani e italiani. Una coproduzione diretta da due registi, uno italiano l´altro indiano. Se lavorano in sinergia il risultato sarà quello che cerco, una compenetrazione di culture e atmosfere».

Uomini e donne di Bollywood vanno dritto al sodo. Al Multimedia la presidente Smita Thackerai chiede il demotape, una cassetta-promo per vedere tutto quello che si può fare in questo tempio dell´alta tecnologia, il dolly computerizzato, la sala audio di ultima generazione. Vogliono subito i prezzi, sapere se ci sono offerte per un primo lavoro, così tanto per conoscersi e vedere se si crea sintonia. «Siamo gente di cuore ed emozione, se c´è il feeling si possono fare grandi cose». A San Giusto indugiano nella visita alle cucine e alle stanze, «alle pentole pensiamo noi, ci basta lo spazio dove poter preparare i nostri piatti». Burgay li accontenta, tenta di piazzare il film di Faenza Prendimi l´anima, racconta del suo progetto del circuito di Formula 1. Ma non è questo che interessa agli indiani. «E che ce ne facciamo noi in India della Formula 1?», butta lì Sandokan. Bollywood chiede posti nuovi, scenari variegati, facilità nell´ottenere permessi, servizi eccellenti per spostare con agilità quell´esercito di attori e comparse, macchinisti e tecnici. La Svizzera ha già dato (e guarda caso si è riempita di turisti indiani affascinati dalle scene dipinte con romanticismo), l´Inghilterra è fuori corso, l´hanno sfruttata in lungo e in largo. Il Piemonte compete adesso con l´Austria o con altre regioni italiane se si faranno avanti. Bollywood è pronta, Torino saprà dare di più?

Sara Strippoli

 
 
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