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Torino - 23 novembre 2003
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04.07.2003 - I brevetti, ricchezza del XXI secolo
Studiosi ed esperti provenienti da 21 Paesi di quattro continenti hanno discusso le misure per incentivare e sostenere lo sviluppo della cultura della proprietà intellettuale, intesa come elemento strategico di progresso e crescita delle economie moderne, durante quattro serrati giorni di lavori: si è partiti lunedì con un simposio all’Unione Industriale, poi la discussione è proseguita alla Fondazione Giovanni Agnelli con un workshop che si concluderà oggi. Entrambi gli eventi sono organizzati dall’European Patent Office (Epo), l’istituzione competente per il rilascio del brevetto europeo, e dall’Ufficio italiano brevetti e marchi, con un gruppo di istituzioni torinesi impegnate sulla crescita della cultura dell’innovazione: Politecnico, Camera di Commercio ed Unione Industriale con la Fondazione Agnelli, Torino Wireless, Torino Internazionale, L.E.S. International and Italy.

L’attenzione si è concentrata sui profili economici e manageriali della proprietà intellettuale e sull'importanza della formazione professionale, oltre che di quella universitaria, come veicolo di diffusione della materia nel mondo della ricerca e delle imprese. Punto cardine, l’intendere brevetti e proprietà intellettuale non più solo come mezzi di difesa di un’idea, ma come strumenti di sviluppo e di valorizzazione dei risultati della ricerca scientifica. L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro delle politiche che la delegazione italiana agli accordi per la proprietà intellettuale (ministeri degli Affari Esteri e delle Attività Produttive) sta ponendo in opera con il ministero dell’Università per la diffusione della cultura brevettuale non solo tra le imprese, ma anche nelle istituzioni accademiche e di ricerca. Fra i temi trattati, il brevetto europeo e gli ultimi sviluppi normativi, ma anche l’integrazione della proprietà intellettuale nelle strategie d’impresa, o la proteggibilità del software e delle invenzioni biotecnologiche. «Inserendo questa iniziativa nei nostri programmi di cooperazione internazionale - ha detto Jean-Michel Zilliox, direttore dell’Epo International Academy - rispondiamo alla crescente domanda di coordinamento nella formazione su questi temi. Abbiamo fatto dialogare esperti di numerosi Paesi: questo evento segna il varo di una più ampia fase di consultazione per definire i termini di cooperazione internazionale».

La decisione dell’Epo di realizzare il simposio a Torino, frutto della collaborazione con il distretto tecnologico piemontese, è giunta anche come riconoscimento del ruolo assunto, a livello nazionale ed europeo, dal Piemonte e dalla città su queste materie. «L’iniziativa - ha detto il presidente di Torino Wireless, Rodolfo Zich - è il risultato dei crescenti rapporti di collaborazione tra la nostra comunità di ricerca e l’Epo. Un rapporto fondamentale per la crescita della cultura brevettuale, strumento di sviluppo che ricopre un ruolo strategico per Torino Wireless e, più in generale, per la regione e il sistema-Paese. Occorre arrivare rapidamente al brevetto comunitario; fondamentali sono il coordinamento e la creazione di reti di relazioni internazionali».

Giulio Prigioni, capo della delegazione italiana agli accordi per la proprietà intellettuale, ha insistito sul fatto che, «se i beni provenienti dal settore agricolo sono stati la fonte di ricchezza nel XIX secolo e quelli dell’industria per il secolo appena concluso, saranno i beni immateriali il motore delle nazioni in questo secolo. Le economie l’hanno compreso e si stanno attrezzando. L’Italia non può rimanere indietro: per questo abbiamo chiesto che l’Epo organizzasse questo importante appuntamento in Italia e in particolare a Torino, dove eccellenti istituzioni lavorano al tema. Lo scopo è far conoscere le enormi potenzialità di crescita da una capillare utilizzazione di un’economia basata sulla tutela dell’innovazione». «Nella società della conoscenza - ha concluso Marco Demarie, direttore della Fondazione Agnelli - la proprietà intellettuale è questione molto rilevante, che ha a che fare con il sistema degli incentivi alla creatività e alla ricerca, con una più ampia diffusione della cultura dell’innovazione e con la responsabilità della ricerca. Le istituzioni e le reti in tal senso impegnate in proiezione europea svolgeranno un ruolo sempre più strategico».

Gian Luca Favetto

 
 
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