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06.11.2002 - La Corea chiama Torino: un modello da imitare
LA COREA del Sud chiede la collaborazione di Torino per creare a Gwangju, città gemella del capoluogo piemontese (ha poco più di un milione e 300 mila abitanti, qui si trovano gli stabilimenti della Kiamotor, di proprietà della gruppo Hyundai, uno dei più importanti produttori automobilistici) un centro internazionale di design, il cui avvio è previsto nel 2004. È la conferma di quanto sosteneva qualche giorno fa sulle pagine di Repubblica, Giorgetto Giugiaro: in tutti i paesi che puntano sullo sviluppo automobilistico, si guarda sempre con attenzione al «modello Torino». Fino a domani il vicesindaco Marco Calgaro è a Gwangju per stringere un rapporto di collaborazione con gli amministratori locali, cui seguirà il 19 novembre la firma a Torino di un protocollo d'intesa. «Proprio in un periodo difficile come questo -sottolinea Marco Calgaro- l'intesa tra il nostro Comune e Gwangju fa risaltare le grandi eccellenze del nostro territorio, come il design. Torino, continua ad attrarre in questo territorio, sempre più addetti ai lavori e istituzioni da tutto il mondo, attenti ad imparare come si lavora e come si può cooperare con i nostri progettisti per costruire prodotti vincenti sui mercati internazionali». L'accordo porterà anche risultati positivi per Torino, in vista del progetto su cui lavorano Politecnico, Università e l'associazione Torino internazionale, che punta alla realizzazione di un Centro servizi per la creazione e lo sviluppo d'impresa nel campo del design e della progettazione industriale. Ma il rapporto tra Torino e Gwangju potrebbe allargarsi ad altri settori, viste le molte somiglianze: oltre ad una forte presenza di un polo metalmeccanico, nella «Torino della Corea del sud», esistono altre realtà produttive significative (tessile, agroalimentare). Qui sta inoltre sorgendo un polo biotecnologico, pari, come importanza, all'Envinronment Park realizzato nell'area di via Livorno. C'è di più: Gwangju ha ricevuto qualche anno fa dal governo il titolo di «città dell'arte e della cultura», grazie al quale organizza una Biennale artistica di ampio respiro internazionale. «La collaborazione con Gwangju -sottolinea Calgaro- può servire alla reciproca crescita e diventare un rapporto a più ampio raggio, con scambi universitari e turistici».

Gino Li Veli

 
 
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